Startup: cosa sono, come si sviluppano e come si finanziano

Negli ultimi anni il termine startup è diventato prevalente sinonimo di impresa innovativa, di recente costituzione e in grado di apportare sul mercato un prodotto o un servizio “nuovo”, potenzialmente in grado di acquisire un importante successo nel breve termine.

Ma è davvero così?

In realtà, no. Tuttavia, l’impressione che quando si parla di aprire una startup si finisca necessariamente di riferirsi a una nuova società tecnologica e digitale è piuttosto diffusa.

Merito (o colpa, a seconda di come la vedi) del fatto che per tanto tempo l’immaginario collettivo ha portato a pensare alle startup come alle prime versioni di Facebook o di Google. Dimenticandoci, invece, che il concetto stesso di startup è in buona parte attribuibile a qualsiasi contesto settoriale.

Ma allora che cos’è una startup? Come nascono? E cosa sono le startup innovative? E, infine, in che modo le startup possono finanziarsi e costruire il loro percorso di crescita sostenibile?

Cos’è una startup: un tentativo di definizione

La startup è una forma organizzativa che ha lo scopo di creare un modello di business ripetibile e scalabile. Per la natura della sua attività, e per le finalità che si propone, la startup non può evidentemente rimanere tale ancora a lungo, caratterizzandosi così per una sostanziale temporaneità delle iniziative svolte.

Di qui, un tentativo di approcciare ad alcuni termini caratteristici della startup, che è:

  • temporanea, nel senso che desidera crescere rapidamente per diventare un’impresa più strutturata e di maggiori dimensioni;
  • contraddistinta dalla ricerca di un modello di business sostenibile, contrariamente a quanto invece avviene con le imprese tradizionali, che sono solite avere un business model già sviluppato e consolidato;
  • scalabile, ovvero in grado di disporre di un modello di business che deve consentire una crescita esponenziale in termini di fatturato e di investimenti, senza tuttavia generare un proporzionale aumento dei costi, determinando così una marginalità via via sempre più rilevante.

Startup e startup innovative

Ma allora le startup non hanno necessariamente a che fare con il mondo del digitale? 

È esattamente così! Ma questo naturalmente non significa ricondurre tali valutazioni all’esatto opposto di questa visione interpretativa.

Quanto, più semplicemente, tenere a mente che le startup tecnologiche sono solamente una piccola parte del più ampio mondo delle startup che, quindi, potrebbero ben operare nella manifattura o nell’alimentare senza dover necessariamente poggiare il proprio modello di business sul tech.

In tale ambito possiamo tuttavia distinguere un ramo molto specifico di startup, peraltro disciplinate dal nostro ordinamento con specifico quadro normativo: le startup innovative

Come riportato dalla L. 211/2012, infatti, le startup innovative sono quelle imprese che:

  • sono costituite sotto forma di società di capitali contemplate dal diritto italiano (srl, spa, sapa, scpa);
  • sono di nuova costituzione o comunque costituite da meno di 5 anni;
  • hanno sede in Italia o in Stati dell’area SEE, a patto che abbiano una sede produttiva o una filiale in Italia;
  • hanno un valore della produzione inferiore a 5 milioni di euro;
  • non distribuiscono e non hanno distribuito utili
  • hanno come oggetto sociale prevalente o esclusivo lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi che siano contraddistinti da un elevato valore tecnologico;
  • non sono il risultato di fusioni, scissioni o cessioni di ramo d’azienda.

In aggiunta a ciò, la legge prevede che la startup possa qualificarsi come innovativa se soddisfa almeno uno dei seguenti requisiti:

  • spese in ricerca & sviluppo e innovazione pari ad almeno il 15% del maggiore valore tra il fatturato e il costo di produzione;
  • impiego di personale altamente qualificato (ovvero, almeno un terzo deve essere rappresentato da dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori, o almeno due terzi da laureati magistrali);
  • essere titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto o titolare di software registrato.

Come aprire una startup innovativa

A proposito di startup innovative e di normativa che ha introdotto in suo favore diverse agevolazioni, non posso non rammentare come presto potrebbe essere nuovamente possibile costituire la startup innovativa in forma di srl attraverso un modello standard tipizzato o procedure esemplificate.

Fino alla nota sentenza del Consiglio di Stato n. 2643 dello scorso 29 marzo 2021, infatti, era possibile costituire startup anche online, mediante atto sottoscritto con firma digitale, attenendosi all’atto tipizzato predisposto dal Ministero dello Sviluppo Economico. Così facendo, era possibile aprire una startup innovativa senza ricorrere al servizio di un notaio. 

Oggi giorno le cose sono ben diverse. La già rammentata sentenza ha infatti chiuso le porte a questa modalità di costituzione, aprendo invece scenari di incertezza su quel che potrebbe avvenire in futuro.

Attualmente le ipotesi al vaglio per favorire una costituzione più snella delle startup sono numerose e, ricalcando alcune ispirazioni europee, è possibile che  vadano a evolversi nella possibilità di poter aprire una società a distanza attraverso il ricorso a una “sala notarile digitale”.

In attesa di novità, al momento il ricorso al notaio è dunque strada unica e fondamentale. . 

Le agevolazioni per la startup innovativa

Soffermandoci sulla startup innovativa, ricordo che in favore di questa particolare forma di organizzazione imprenditoriale è prevista una serie di agevolazioni piuttosto importanti.

Tra questi troviamo: minori procedimenti burocratici e fiscali, una gestione più flessibile (anche sotto il profilo della disciplina del lavoro), piani di incentivazione, ricorso a forme di crowdfunding (oramai, tuttavia, non esclusive della startup innovativa), incentivi fiscali e tanto altro ancora.

Per quanto concerne i finanziamenti per le start Up, per esempio, alle startup è riconosciuto un accesso semplificato e gratuito al Fondo centrale di garanzia, un fondo che facilita l’accesso al credito concedendo garanzie sui prestiti bancari fino all’80% del credito erogato dall’istituto di credito, fino a un massimo di 2,5 milioni di euro.

Se vuoi saperne di più sulle startup innovative o, più in generale, sulle startup, puoi contattarmi per una consulenza dedicata! Potremmo progettare insieme la tua nuova attività di impresa o start up innovativa, capendo anche come approfittare di tutte le migliori opportunità che ti sono concesse per realizzare i tuoi obiettivi di impresa.