Il pilota che resta pilota, e perché succede quasi sempre
Nelle aziende che visito la tecnologia c'è quasi sempre. C'è il gestionale, c'è il CRM comprato tre anni fa, c'è la suite in cloud pagata ogni mese. Quello che manca è qualcuno che abbia deciso come si lavora e che lo abbia messo per iscritto. Finché quella decisione non c'è, ogni acquisto è un tentativo di delegare a un software una responsabilità che è di chi guida l'azienda.
Da lì nasce il fenomeno che vedo più spesso: il progetto pilota che non entra mai in produzione. Funziona in un reparto, piace a chi lo ha voluto, e si ferma lì, perché entrare in produzione vuol dire cambiare le abitudini di persone che nessuno aveva coinvolto. La trasformazione digitale è un lavoro sulle persone travestito da lavoro sui sistemi, e la parte tecnica è di gran lunga la meno faticosa delle due.
Per questo il percorso che propongo non parte mai da un progetto complessivo: parte da un processo solo, quello che costa più ore, e lo porta fino in produzione con dentro le persone che dovranno usarlo ogni giorno. Un processo finito vale più di cinque avviati, e ha un altro effetto: quando funziona, il secondo non devi più venderlo a nessuno.
