Cosa chiede davvero il GDPR a una PMI
Il GDPR non chiede di avere dei documenti: chiede di poter dimostrare come tratti i dati delle persone. È il principio di responsabilizzazione, l'accountability dell'articolo 5. Per questo un'azienda con informative perfette scaricate da un modello, ma senza sapere dove finiscono i dati dei clienti e chi vi accede, resta scoperta. E per questo un'azienda ordinata, che sa rispondere a poche domande precise, regge un controllo anche senza raccoglitori impressionanti.
Le domande sono sempre le stesse: quali dati raccogli, perché, dove sono conservati, chi li tocca, per quanto tempo li tieni, cosa succede se vengono persi o rubati. Rispondere richiede di guardare i processi reali dell'azienda, non di compilare un modulo. Ecco perché cookie policy e privacy policy sono l'ultimo passo, non il primo, e da sole non mettono nessuno al riparo.
La buona notizia è che per una PMI questo lavoro è alla portata, se fatto nell'ordine giusto. E ha un effetto collaterale utile: quando sai dove sono i tuoi dati, sai anche come proteggerli. Il legame con la sicurezza informatica non è teorico, è la stessa mappa vista da due lati. Il primo passo è l'analisi gratuita.