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Il nofollow, secondo Matt Cutts

Il nofollow, secondo Matt Cutts

Non so quante volte si è parlato di nofollow su questo blog, ed oggi aggiungiamo al puzzle l’ennesimo tassello. L’occasione me la offre Matt Cutts, ribadisce i soliti 2 concetti principali sull’argomento:

  1. I link verso le pagine dei tuoi siti, pagine che puoi controllare, di cui ti fidi, non devono avere il nofollow. Se hai buoni contenuti (ad esempio, una FAQ), perchè non farci fluire il PageRank?
  2. Sui link verso pagine esterne, che non puoi controllare, di cui non ti fidi, puoi mettere il nofollow. Ad esempio, mettilo nei commenti ai post del tuo blog, o sui link a pagamento.

Se il consiglio di Matt Cutts può sembrare scontato, trovo invece interessante come randfish di SEOmoz :

“Volevo solamente aggiungere che – grazie a recenti esperienze con alcuni siti – mi permetto di diffidare dal rimuovere il nofollow completamente da un sito. Abbiamo avuto modo di osservare che la rimozione del nofollow da 3 siti web ha portato ad una drammatica perdita di traffico. Sembra che il motivo sia dovuto ad una indicizzazione meno profonda da parte di Google di pagine che ricevevano traffico da long-tail (tutti i siti erano piuttosto grandi). E rimettere il nofollow sembra abbia risolto il problema. Ovviamente queste potrebbero essere coincidenze, ma mi sembra piuttosto improbabile. Il sito che ho avuto modo di osservare meglio mostrava un minor numero di pagine indicizzate da Google (quando è stato tolto il nofollow) e questo numero e tornato come prima non appena il nofollow è stato rimesso. Il mio consiglio è se il sito è nuovo o riprogettato di scegliere con molta attenzione i link in modo che non sia necessario utilizzare il nofollow.

Se stai invece pensando di levare tutti i nofollow che hai messo sino ad ora, ciò potrebbe essere pericoloso, e dovresti monitorare la cosa attentamente. In ogni caso: nulla da dire rispetto a ciò che Matt Cutts ha affermato nel video, ma penso che le parole che dice sono pesate molto attentamente. Negli esempi che ha menzionato, l’eliminare il nofollow ha probabilmente senso, ma la cosa non è universalmente applicabile.”

Se anche tu hai avuto qualche esperienza, buona o cattiva, con l’uso del nofollow, condividila qui sotto

Max Valle, Business AI Strategist
L'autore

Max Valle

Business AI Strategist

Dal 1993 aiuto imprese e professionisti a crescere online in sicurezza: sviluppo siti web, strategie di marketing digitale e intelligenza artificiale per studi e PMI. Oltre 2.500 aziende seguite in 12 paesi, 6 libri pubblicati e la certificazione di consulente privacy GDPR, senza mai mettere a rischio i dati dei clienti.

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