Link building · dal 1993 · consulenza gratuita 30 minuti

Link building: accordi di pubblicazione su oltre 4.000 siti, e ne scarto la maggior parte prima di proportela.

Un catalogo largo serve solo se il filtro è stretto. Ogni sito entra nella tua lista dopo il controllo sul traffico organico reale, mai sul punteggio di uno strumento. E in preventivo trovi due righe distinte per ogni collegamento: quanto chiede chi ospita, quanto chiedo io.

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4.000+ siti con accordo di pubblicazione 33 anni di SEO e digitale CPEH Ethical Hacker certificato 4,9/5 su Google
Max Valle, consulente SEO ed Ethical Hacker certificato

Max Valle · i siti su cui comparirai li guardo io, uno per uno

Sul mercato dei collegamenti ci si brucia quasi sempre allo stesso modo

Ne basta uno per rendere utile mezz'ora di videochiamata. Se invece quello che cerchi è un listino con cento collegamenti a prezzo fisso, hai sbagliato pagina: non li vendo, e chi te li vende non ti sta vendendo autorevolezza.

  • In fattura c'è una voce sola. "Campagna link building". Quanto è andato all'editore e quanto è rimasto al fornitore non lo saprai mai.

  • Ti hanno consegnato un elenco di sigle. DA, DR, ZA, tutti alti. Nessuno ti ha mostrato quante visite fa davvero quel sito, e da quali ricerche.

  • Cento collegamenti in tre settimane. Il ritmo è la prima cosa che un motore nota, e nessun profilo naturale è mai cresciuto così.

  • Hai ereditato un profilo che non hai scelto. Chi è passato prima di te ha comprato dove capitava, poi ha chiuso il rapporto, e il conto è rimasto a te.

  • Il sito che ti ospita parla di tutto. Caldaie, criptovalute, dentisti e integratori, la stessa settimana, ognuno con il link a un'azienda diversa.

  • Sei salito, e poi sei tornato dov'eri. Per un trimestre ha funzionato, poi i collegamenti hanno smesso di contare e nessuno ti ha spiegato il motivo.

I collegamenti comprati male non ti costano quello che li hai pagati: ti costano la bonifica

Lo scenario più frequente non è la punizione, è l'annullamento silenzioso: il motore smette semplicemente di contare quei collegamenti. Restano pubblicati, li hai pagati, non valgono più niente, e te ne accorgi solo perché il grafico non si muove. Nessuna notifica, nessuna spiegazione, nessun rimborso.

Poi arriva la parte che nessuno mette a preventivo, cioè togliere. Rimozioni da chiedere una per una a editori che spesso non rispondono, elenchi di disconoscimento da preparare, mesi passati a sottrarre invece che ad aggiungere. È lavoro pagato due volte: la prima per comprarlo, la seconda per disfarlo, e la seconda serve solo a tornare al punto di partenza.

Intanto il tempo lavora per gli altri. Mentre il tuo profilo va ripulito, quello di chi ti sta davanti continua a crescere piano, un collegamento alla volta, da fonti che restano. Quel divario non si recupera accelerando: chi accelera per rimontare compra esattamente il tipo di collegamenti che lo aveva messo in quella situazione.

Il filtro, punto per punto

Cosa guardo di un sito prima di proporti di comprarci uno spazio

Gli accordi coprono oltre 4.000 siti, ma un accordo non è una raccomandazione: è solo la possibilità di pubblicare. Questi sono i controlli che decidono quali arrivano fino alla tua lista.

  • Traffico organico reale: quante visite porta davvero il sito e da quali ricerche, non che voto gli assegna uno strumento
  • Pertinenza dell'argomento: se il sito tratta il tuo settore da tempo, o se ha cominciato a trattarlo quando è diventato vendibile
  • Storia del dominio: cosa ospitava prima, se ha cambiato proprietario, se è un dominio scaduto e rimesso in piedi
  • Densità di articoli sponsorizzati: quanto pubblica e quanta parte di quel che pubblica esiste solo per ospitare un collegamento
  • Impronta tecnica: chi lo ospita, chi lo possiede, con quali altri progetti condivide il server e quanto è riconoscibile il gruppo
  • Indicizzazione delle pagine ospitate: un articolo che il motore non tiene in indice è un articolo che per te non esiste
  • Ancore già in uscita: verso chi puntano e con quali parole, perché il tuo collegamento erediterà quel vicinato
  • Come l'editore marca lo sponsorizzato: le regole di Google lo chiedono, e il modo in cui lui le applica ricade anche su di te
Guardare dietro a un sito che vende spazi è lo stesso mestiere che faccio quando devo capire da dove è entrato qualcuno: registranti, hosting, cronologia del dominio, pagine che non dovrebbero esserci. La formazione da Ethical Hacker certificato qui pesa più che altrove, perché una rete costruita per vendere collegamenti è progettata apposta per non sembrare una rete.

Le sei attività di una campagna, e quelle che nel tuo caso non aprirò

Non tutte servono a tutti. Quali lasciare spente te lo dico all'inizio, quando ancora puoi decidere dove mettere il budget.

Audit del profilo che hai già

Chi ti cita oggi, da quali siti e con quali ancore. Molto spesso il primo intervento non è aggiungere: è capire cosa hai ereditato da chi è venuto prima di me.

Divario di autorevolezza sui concorrenti

Chi occupa le posizioni che ti interessano, quanti domini diversi lo citano e quali di quelle fonti sono davvero raggiungibili. Il divario si misura in domini, non in numero di collegamenti.

Selezione degli editori

Dai siti con cui abbiamo un accordo si arriva alla tua lista solo passando il filtro della sezione qui sopra. Quelli scartati te li dico, e ti dico anche perché li ho scartati.

Articoli e ancore

Il pezzo lo scriviamo noi, così sta in piedi anche senza il collegamento. Le ancore seguono una regola prudente: poche esatte, quasi tutte a marchio o descrittive.

Menzioni guadagnate e digital PR

Dati tuoi, ricerche, casi documentati: materiale che una redazione cita perché le serve. Costa tempo invece che denaro, e produce citazioni che un concorrente non può comprare.

Bonifica di un profilo danneggiato

Quando l'audit trova una campagna precedente andata male si smette di aggiungere e si toglie: rimozione dove l'editore collabora, disconoscimento dove non collabora.

I collegamenti non lavorano da soli. Se il sito ha problemi tecnici a monte si parte dalla SEO; se manca il materiale da far citare si comincia dal content marketing; se serve visibilità mentre l'autorevolezza matura si affianca la pubblicità a pagamento. Tutte le voci partono da qui: digital marketing.

Prima che tu paghi il primo editore, passiamo di qui

Nessuna campagna parte al buio, e nessun collegamento viene pubblicato senza che tu lo abbia approvato prima.

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Trenta minuti in videochiamata

Mi racconti cosa ti è già stato venduto e cosa ti hanno promesso. Ti dico se la link building è la prima leva da accendere nel tuo caso, oppure no.

30 minuti · gratuiti
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Analisi del sito e del profilo

Guardo lo stato tecnico, i contenuti e i collegamenti che hai già, e quanto sei distante da chi ti sta davanti in domini che ti citano.

90 secondi · report entro 24 ore lavorative
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La lista, con i due importi separati

Ricevi gli editori proposti con il loro traffico, il compenso di ciascuno e il mio, su righe distinte. Approvi sito per sito, prima che si pubblichi.

Approvi tu, uno per uno
4,9 Recensioni verificate

Le parole di chi mi ha lasciato in mano la reputazione del proprio dominio

Recensioni pubbliche su Google, firmate con nome e cognome da chi le ha scritte.

Alcuni dei nomi per cui ho deciso dove valeva la pena comparire

Sei realtà tra le oltre 2.500 seguite dal 1993. Le altre, divise per settore, sono nella pagina dei clienti.

Banca di Asti Politecnico di Milano UnipolSai Ministero della Difesa Università Sapienza di Roma Atlas Copco
Max Valle, Business AI Strategist ed Ethical Hacker certificato

Perché io? L'innovazione di domani, le garanzie di sempre

Sul web italiano dal 1993. Ho costruito siti quando si scriveva l'HTML a mano, ho fatto SEO e digital marketing quando ancora si chiamava "promozione online", e ho passato anni a mettere in sicurezza i sistemi degli altri. L'intelligenza artificiale è l'ultimo capitolo di questa storia, non il primo.

È il motivo per cui, quando ti dico che il tuo sito ha un problema, non sto tirando a indovinare: quei problemi li ho creati, risolti e certificati per lavoro. 33 anni a proteggere i sistemi, non solo a venderli.

4,9 Recensioni Google
  • Sul web dal 1993: siti, SEO e digital marketing
  • Oltre 2.500 realtà seguite in 12 paesi
  • Ethical Hacker certificato (CPEH)
  • CTU del Tribunale di Lodi
  • Consulente Privacy & GDPR (FederPrivacy)
  • Autore di 6 libri, tra cui "Siti da Incubo"
Ethical Hacker (CPEH) CTU Tribunale di Lodi FederPrivacy

Le domande che arrivano sempre, quando si parla di collegamenti a pagamento

Comprese quelle che di solito nessuno mette per iscritto sulla propria pagina.

No. Nessuna legge italiana vieta di pagare un editore perché ospiti un tuo articolo con un collegamento. Le regole di Google, che restano regole private di un'azienda privata, chiedono che i collegamenti a pagamento siano marcati come sponsorizzati. L'obbligo di legge ce l'ha invece chi ospita: un contenuto pubblicitario presentato come redazionale è pubblicità occulta ai sensi dell'articolo 22 del Codice del consumo, con rischio di sanzione da parte dell'AGCM. È uno dei motivi per cui guardo anche come l'editore marca i propri contenuti sponsorizzati.
Lo scenario più frequente non è la penalizzazione, è l'annullamento: il motore smette di contare quei collegamenti e il lavoro svanisce senza che nessuno ti avvisi. Le azioni manuali esistono davvero, ma colpiscono i casi grossolani, cioè i profili cresciuti in fretta, concentrati sulle stesse reti e con ancore tutte uguali. Il rischio cresce con l'impronta e col ritmo, ed è esattamente lì che si può lavorare per tenerlo basso.
Sono punteggi inventati da aziende private che vendono strumenti SEO. Google non li usa e si possono gonfiare, perché dipendono da quanti collegamenti un sito riceve, e i collegamenti si comprano. Il primo dato che guardo è il traffico organico reale del sito che ti ospiterà: quante persone ci arrivano dalle ricerche, e per cercare cosa. Se il punteggio è alto e il traffico è vicino allo zero, quel sito non entra nella lista.
Non esiste un numero giusto in astratto: esiste un divario da colmare, e si misura in quanti domini diversi citano chi ti sta davanti rispetto a quanti citano te. Da lì esce il ritmo, che è sempre più lento di quello che ti aspetti. Pochi collegamenti, distanziati nel tempo e da fonti diverse, valgono molto più di tanti nello stesso mese: la fretta è la cosa più facile da riconoscere per un motore.
In questa pagina non trovi cifre, perché una cifra sola non direbbe niente: il compenso lo decide l'editore, sito per sito, e il volume di lavoro dipende dal divario da colmare, che si conosce dopo aver guardato il tuo profilo e quello dei concorrenti. Quello che ti garantisco è la forma del preventivo: per ogni collegamento due righe distinte, quanto chiede chi ospita e quanto chiedo io. Così puoi confrontare la mia proposta con le altre voce per voce, invece che a totale.
I primi movimenti su ricerche poco contese arrivano di solito due o tre mesi dopo la pubblicazione, perché il motore deve prima scoprire la pagina che ti ospita e poi attribuirle un peso. Il consolidamento sulle ricerche che contano richiede dai sei ai dodici mesi, e presuppone che il sito sia in ordine: se ci sono problemi tecnici a monte, i collegamenti li rendono solo più evidenti. Per questo la parte SEO viene prima.
Consulenza gratuita 30 minuti

Parliamo del tuo profilo di collegamenti prima che tu firmi il prossimo preventivo

Guardiamo insieme chi ti cita oggi, quanto sei distante da chi ti sta davanti in domini che lo citano, e se la link building è davvero la prima leva da accendere nel tuo caso. Se non lo è, te lo dico e ti spiego da cosa partirei io.

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