Marketing per hotel, B&B e case vacanza

Marketing turistico per hotel e strutture ricettive

Riempire le camere senza dipendere solo dai portali.

Le camere si riempiono, la stagione chiude bene, e a fine mese te ne accorgi lo stesso: la metà buona del fatturato passa da Booking, e la commissione se la porta via. Il sito della struttura c’è, è anche bello, ma le prenotazioni dirette si contano sulle dita. Ti dico gratis perché succede: analizzo il sito della tua struttura e ti mando un report in 24 ore.

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Perché il sito di un hotel non porta prenotazioni dirette

Il marketing turistico per una struttura ricettiva è l’insieme delle attività che portano un ospite a prenotare sul tuo sito invece che su un portale — comparire nelle ricerche di chi sta scegliendo la destinazione, avere una scheda Google curata e recensioni recenti, un sito che racconta il motivo per cui si viene da te e permette di verificare disponibilità e prezzo senza uscire dalla pagina. Non è smettere di usare le OTA: è smettere di dipenderne per il 90% delle notti vendute.

Quasi tutte le strutture che vedo hanno un sito web. Il problema quasi mai è che il sito “sia brutto”: è che è una brochure. Racconta l’edificio, la piscina, la colazione, la storia della famiglia. Va benissimo per chi ti ha già visto su Booking ed è venuto a controllare che tu esista davvero. Non serve a nulla per la persona che a marzo, alle dieci di sera, cerca dove dormire per un weekend di giugno, non ti conosce, e sta confrontando sei strutture aperte in altrettante schede del browser.

Quell’ospite è la prenotazione che ti manca — ed è anche quella che ti costa meno, perché nessuno ci trattiene una percentuale. La differenza tra intercettarlo o no non sta nel budget pubblicitario: sta in una serie di cose molto concrete, quasi tutte già sistemabili su quello che hai. Qui sotto trovi le sei che ricorrono con più frequenza negli hotel, nei bed & breakfast e nelle case vacanza italiane; se vuoi sapere quali riguardano la tua struttura, puoi partire dall’analisi gratuita del sito.

Sei motivi per cui il tuo sito non porta prenotazioni

Non teorie: quello che trovo ogni settimana analizzando i siti delle strutture ricettive.

Esisti solo per chi conosce già il tuo nome

Chi deve partire non cerca il nome del tuo hotel: cerca la località, il tipo di soggiorno, il periodo. Se il sito non dice con chiarezza dove sei e che cosa si viene a fare da te, per tutte quelle ricerche la tua struttura semplicemente non c’è.

Chi ti conosce ti trova. Chi non ti conosce, no

Le recensioni decidono al posto tuo

Prima di prenotare, l’ospite guarda il punteggio e legge le ultime tre righe scritte da uno sconosciuto. Una scheda Google ferma da due anni, senza foto recenti e senza una sola risposta del titolare, vale più di qualsiasi pagina del sito. È il primo filtro, e spesso l’unico.

È il primo posto dove l’ospite guarda

Il sito è lento o scomodo dal telefono

Le camere si prenotano dal cellulare, spesso di sera sul divano. Se la gallery pesa dodici megabyte, se il calendario non si apre bene sullo schermo piccolo o il numero non è cliccabile, l’ospite torna indietro e apre la struttura successiva. Non ti scrive per segnalartelo.

Ogni secondo di attesa è una camera che resta vuota

Non si capisce per chi è la tua struttura

Nessuno cerca “camera doppia”: cerca il weekend con il cane, il soggiorno a due passi dal centro, la settimana con i bambini, la base per il giro in bici. Se il sito elenca i servizi ma non racconta quei soggiorni, chi cerca proprio quello non ha modo di capire che sei tu.

L’ospite cerca un viaggio, non una camera

Prenotare da te è più faticoso che dal portale

Sul portale bastano tre clic. Sul tuo sito c’è un modulo di richiesta che riceve risposta il giorno dopo, oppure un motore di prenotazione sepolto in fondo alla pagina. A parità di prezzo l’ospite sceglie la strada più corta, e la strada più corta ti costa una commissione.

A parità di fatica vince chi è più comodo

Il sito non dà un motivo per prenotare diretto

L’ospite che arriva dal portale si fida del portale, non di te: sa che lì può disdire e che qualcuno risponde. Se sul tuo sito non trova condizioni chiare, un vantaggio concreto e un volto reale a cui scrivere, torna dove si sente protetto.

La fiducia si costruisce prima del check-in

Non serve rifare il sito da zero

È la prima cosa che un albergatore si aspetta di sentirsi dire, e quasi sempre non è vera. Nella grande maggioranza dei casi il sito che hai contiene già il materiale giusto: foto, testi, informazioni. È organizzato per raccontare la struttura, non per farsi scegliere da chi sta confrontando sei strutture. Riscrivere le pagine delle camere e dei soggiorni, sistemare la scheda Google, alleggerire le immagini, portare il motore di prenotazione dove si vede e rendere chiare le condizioni costa una frazione di un sito nuovo, e produce effetti già nella stagione in corso.

Un sito rifatto da capo, per giunta, riparte da zero agli occhi di Google: se la struttura aveva costruito qualcosa negli anni, il rifacimento fatto senza precauzioni lo cancella. Ho visto strutture perdere metà delle richieste dirette il mese dopo aver inaugurato un sito più bello del precedente, e accorgersene solo a fine stagione. Il sito nuovo ha senso quando la struttura è davvero irrecuperabile — e ci si arriva guardando i dati, non per abitudine commerciale.

Per questo il percorso comincia sempre da una diagnosi e non da un preventivo: prima si capisce da dove arrivano — e da dove non arrivano — le prenotazioni, poi si decide dove intervenire, in ordine di ritorno, e se serve si passa a un lavoro strutturato di visibilità sui motori di ricerca. Se invece la tua domanda riguarda come usare l’intelligenza artificiale in struttura per risposte agli ospiti, preventivi e gestione del front office, quello è un percorso diverso e ne parlo in una pagina dedicata.

“Ma se spingo le prenotazioni dirette, il portale mi penalizza?”

È la domanda giusta, ed è il motivo per cui una struttura ricettiva non può affidarsi a chi fa marketing per qualsiasi settore. La paura di essere retrocessi nelle liste convince molti albergatori a non muoversi affatto, e a pagare commissioni su prenotazioni che sarebbero arrivate comunque. Chi ti segue deve sapere che cosa dice il contratto e che cosa dice la legge, prima di scrivere una riga sul tuo sito.

  • Le clausole di parità tariffaria in Italia sono nulle. La legge annuale per la concorrenza (L. 124/2017) ha reso nulle le clausole che impediscono a una struttura di applicare sul proprio canale prezzi o condizioni migliori di quelle esposte sui portali. In più, con la designazione di Booking.com come gatekeeper ai sensi del Digital Markets Act, il divieto di parità vale oggi in tutta l’Unione. Non è un’interpretazione ardita: è la cornice dentro cui si lavora.
  • Il portale non è il nemico: è un canale a pagamento. Chi ti scopre su Booking va spesso a cercarti su Google prima di confermare, e in quel passaggio si decide chi incassa la commissione. L’obiettivo non è sparire dalle OTA, che restano la vetrina più frequentata d’Europa: è farsi trovare pronti quando l’ospite arriva sul tuo sito, e riequilibrare il mix a proprio favore, camera dopo camera.
  • Quello che scrivi sul prezzo risponde al Codice del Consumo. “Miglior prezzo garantito”, tariffe barrate, sconti dichiarati e non praticati sono affermazioni verificabili, e a vigilare c’è l’AGCM. Il vantaggio del canale diretto va costruito su condizioni vere e documentabili — e vanno considerate anche le regole sui dati degli ospiti, che sono dati personali a tutti gli effetti. Come consulente GDPR FederPrivacy e CTU del Tribunale di Lodi, è esattamente il modo in cui lavoro.
Max Valle, Business AI Strategist, Ethical Hacker certificato e CTU del Tribunale di Lodi
L’autore

Max Valle

Business AI Strategist

Dal 1993 aiuto imprese e professionisti a crescere online in sicurezza: sviluppo siti web, strategie di marketing digitale e intelligenza artificiale per studi e PMI. Oltre 2.500 aziende seguite in 12 paesi, 6 libri pubblicati e la certificazione di consulente privacy GDPR, senza mai mettere a rischio i dati dei clienti.

Per una struttura ricettiva — contratti con i portali, tariffe pubblicate, dati degli ospiti trattati e comunicati ogni giorno — non è un dettaglio: è la differenza tra costruirsi un canale diretto che regge negli anni e restare appesi alle condizioni di qualcun altro. Non vendo visibilità a scatola chiusa: parto sempre da una diagnosi.

Certificazioni e albi
  • Certified Professional Ethical Hackern° 4053103
  • International Web Associationn° 0312827
  • Membro Federprivacyn° FP-9572
  • Associazione Informatici Professionistin° 3241
  • AIFIA – Associazione Italiana Formatori di Intelligenza Artificiale
  • Consulente Tecnico d’Ufficio – Tribunale di Lodi
4,9 Recensioni Google
verificate dai clienti

Come si parte, in concreto

Nessun salto nel vuoto. Si comincia capendo dove sei, prima di muovere qualsiasi cosa.

1. Analisi gratuita del sito

Analizzo il sito della struttura e la sua leggibilità per Google e per le AI. Ricevi un report in 24 ore, senza impegno.

2. Consulenza gratuita

30 minuti insieme: guardiamo da dove arrivano oggi le tue prenotazioni e dove si stanno perdendo quelle dirette.

3. Interventi e monitoraggio

Mettiamo a terra le correzioni in ordine di ritorno e misuriamo mese per mese quante richieste dirette arrivano davvero.

In regalo per te

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  • Il metodo Max Valle, dal sintomo alla cura
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  • Workflow concreti per automatizzare attività ripetitive
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Domande frequenti

Le risposte alle domande che mi fanno più spesso albergatori e titolari di strutture ricettive.

Quanto tempo passa prima di vedere prenotazioni dirette?

Le correzioni sulla scheda Google, sulle recensioni e sul percorso di prenotazione possono muovere qualcosa in poche settimane. Le pagine dei soggiorni impiegano dai tre ai sei mesi per farsi trovare in modo stabile, e vanno preparate prima della stagione in cui devono rendere. Diffida di chi ti promette risultati in trenta giorni: non è una promessa, è un’esca.

Quanto costa?

Dipende da cosa serve davvero alla tua struttura, e non lo si sa prima di aver guardato. Per questo si parte dall’analisi gratuita e dai 30 minuti di consulenza: prima capiamo dove si perdono le prenotazioni dirette, poi definiamo un perimetro chiaro con costi proporzionati al ritorno. Nessun preventivo al buio.

Se spingo il sito, Booking mi penalizza?

In Italia le clausole che ti impediscono di applicare condizioni migliori sul tuo canale sono nulle per legge, e lo stesso divieto vale oggi in tutta l’Unione per i portali designati come gatekeeper. Nessuno ti chiede di uscire dalle OTA: l’obiettivo è riequilibrare il mix, tenendo il portale come vetrina e portando a casa le prenotazioni che già oggi passerebbero dal tuo sito.

Devo rifare il sito della struttura?

Quasi mai. Nella maggior parte dei casi il materiale giusto c’è già ed è solo organizzato male. Rifare tutto costa molto di più e, se fatto senza precauzioni, azzera quello che la struttura aveva costruito negli anni. Il sito nuovo si valuta guardando i dati, non per abitudine.

Funziona anche se sono una struttura piccola fuori dalle città d’arte?

È proprio il caso in cui rende di più. Chi cerca una casa vacanza in una valle o un B&B in un paese di duemila abitanti si scontra con pochissime alternative, e le grandi catene non presidiano quelle ricerche. Farsi trovare per la propria zona e per il proprio tipo di soggiorno è molto più alla portata di quanto la maggior parte dei titolari immagini.

Serve un motore di prenotazione sul sito?

Sì, ed è il singolo intervento che sposta di più. Chi ha già un channel manager di solito ne ha uno incluso e non lo sa, o lo tiene nascosto in fondo alla pagina. Va portato dove si vede, reso semplice sul telefono e accompagnato da condizioni chiare: senza quello, ogni euro speso per farsi trovare finisce a un portale.

Da dove conviene iniziare?

Dall’analisi gratuita del sito e dai 30 minuti di consulenza senza impegno. In quella mezz’ora capiamo insieme dove la tua struttura sta perdendo prenotazioni dirette e quale intervento, fatto per primo, te ne restituisce di più. Si parte sempre dal punto a maggior ritorno, non dal più appariscente.

Cosa dicono i clienti

Recensioni Google verificate, aggiornate automaticamente.

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