Advertising: ogni euro che spendi deve avere un nome. Altrimenti non è pubblicità, è speranza a pagamento.
Campagne a pagamento su motori di ricerca, social e siti terzi, dimensionate sull'obiettivo e non sul budget che si riesce a stanziare. Prima si sistema il tracciamento, poi si accende: senza conversioni misurate bene, ogni ottimizzazione è un'opinione. Poi, ogni mese, sai quanto è uscito e quanto è rientrato.
Guardiamo insieme i tuoi numeriTrenta minuti in videochiamata, gratuiti. Nessun impegno, nessuna carta di credito.
Max Valle · chi guarda i tuoi numeri è chi ti risponde
Quando il budget esce ogni mese e nessuno sa dire cosa ha comprato
Ne basta una per rendere utile mezz'ora sui tuoi dati. Se invece cerchi chi ti mette per iscritto un ritorno garantito o dei risultati entro una data, qui non lo trovi: quel numero non lo decide chi ti manda il preventivo, e chi lo scrive conta sul fatto che tu non lo sappia.
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Il report parla di impressioni e click, tu vuoi sapere delle telefonate. Sono due lingue diverse, e nessuno ha mai fatto la traduzione.
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Ti hanno proposto di alzare il budget senza mostrarti cosa rende quello attuale. Prima di aumentare la spesa, la domanda da fare è un'altra.
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Le conversioni sono tracciate male, o non lo sono affatto. Se vale come conversione ogni click sul numero di telefono, il pannello dirà sempre che sta andando benissimo.
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Il tuo banner insegue chi ha già comprato. Remarketing acceso una volta e mai più guardato: paghi per mostrare un annuncio a chi era già cliente.
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Hai provato da solo e hai smesso. Le piattaforme suggeriscono da sole di allargare il pubblico e di alzare le offerte, e quel consiglio conviene prima di tutto a loro.
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Il banner dei cookie taglia una parte dei dati e nessuno se ne occupa. Poi si decide dove spostare il budget guardando numeri che raccontano solo un pezzo di quello che è successo.
Una campagna che non misuri continua a spendere anche mentre sbaglia
La pubblicità a pagamento non si ferma da sola. Compra click finché c'è credito, con l'errore dentro, e alla fine del mese il totale è identico a quello di una campagna che funzionava: il conto arriva comunque, la differenza la fa soltanto cosa hai comprato.
La parte che pesa di più, però, non compare in nessun pannello: sono i mesi in cui hai smesso di investire perché la prima esperienza era andata male. Chi si è scottato tende a chiudere il rubinetto per anni, e in quegli anni il concorrente compra lo stesso pubblico senza doverselo contendere con te, spesso pagandolo anche meno.
La via d'uscita più rapida è anche la meno cara, e passa dai dati che hai già. Mezz'ora sui numeri delle campagne passate dice quasi sempre dove si è rotto qualcosa: il canale, il tracciamento, la pagina di arrivo o l'offerta. Sono quattro problemi diversi e si curano in quattro modi diversi, e sbagliare diagnosi costa un altro trimestre.
Il tracciamento viene prima degli annunci, altrimenti i numeri non vogliono dire niente
È la parte che nessuno mette in vetrina, perché non si vede e non fa scena. È anche la parte che decide se il resto del lavoro avrà senso.
- Conversioni che contano davvero: una richiesta di preventivo vale, l'apertura della pagina contatti no
- Un valore per conversione, dove è possibile assegnarlo, per smettere di ragionare a click e cominciare a ragionare a margine
- Consensi e raccolta dati a norma, senza rinunciare a quello che si può misurare legittimamente
- Pagine di arrivo coerenti con l'annuncio: se la promessa cambia dopo il click, il budget si perde lì e non nella campagna
- Esclusioni: chi non deve mai vedere il tuo annuncio pesa quanto chi deve vederlo
- Ricerche di marca separate dal resto, perché chi digita già il tuo nome non è un cliente nuovo e non va contato come tale
- Frequenza e durata del remarketing, così l'annuncio si spegne quando ha già fatto il suo lavoro
- Un rapporto che si legge in tre minuti: quanto è uscito, cosa è rientrato, cosa cambia il mese prossimo
I quattro formati, e in quale situazione ognuno ha senso
Non si accendono tutti insieme. Si parte da quello che nel tuo caso intercetta la domanda già esistente, e si allarga solo dopo, quando i numeri lo giustificano.
Pubblicità sui motori di ricerca
Intercetta chi sta già cercando quello che vendi, nel momento in cui lo cerca. È il formato che di solito rende prima, perché non deve creare la domanda ma solo raccoglierla.
Pubblicità sui social
Post e storie sponsorizzate con selezione del pubblico per interessi e comportamenti. Serve quando la domanda va creata, non raccolta, e quando il prodotto si capisce guardandolo.
Display e remarketing
Banner su siti terzi, e soprattutto il ritorno su chi è già passato dal tuo sito senza comprare. Il valore sta nelle esclusioni e nella durata, non nella grafica del banner.
Contenuti sponsorizzati
Articoli e contenuti integrati nelle pagine dove il tuo pubblico legge già. Meno invasivi, più lenti, utili quando quello che vendi ha bisogno di essere spiegato prima di essere venduto.
Come si arriva al primo annuncio acceso
Nessun budget stanziato prima di sapere dove finisce. Il primo passaggio non costa nulla e serve anche a te per capire con chi hai a che fare.
Mezz'ora sui numeri che hai già
Mi mostri gli ultimi report, o anche solo le fatture della piattaforma: guardiamo quanto è stato speso e cosa è tornato indietro.
30 minuti · gratuitiPrima il tracciamento, poi la campagna
Si sistemano conversioni, esclusioni, consensi e pagina di arrivo. Finché questi pezzi non tengono, accendere è solo comprare rumore.
Prima di spendereUn canale acceso e rendicontato
Si parte da un canale solo, si misura per un periodo abbastanza lungo da dire qualcosa, e si allarga soltanto se i numeri lo giustificano.
Ogni meseIl giudizio pubblico, quello che non decido io
Recensioni lasciate su Google da imprenditori e professionisti, firmate con nome e cognome.
Sei nomi che forse conosci già
Tra le oltre 2.500 realtà seguite dal 1993. Gli altri, divisi per settore, sono nella pagina dei clienti.
Perché io? L'innovazione di domani, le garanzie di sempre
Sul web italiano dal 1993. Ho costruito siti quando si scriveva l'HTML a mano, ho fatto SEO e digital marketing quando ancora si chiamava "promozione online", e ho passato anni a mettere in sicurezza i sistemi degli altri. L'intelligenza artificiale è l'ultimo capitolo di questa storia, non il primo.
È il motivo per cui, quando ti dico che il tuo sito ha un problema, non sto tirando a indovinare: quei problemi li ho creati, risolti e certificati per lavoro. 33 anni a proteggere i sistemi, non solo a venderli.
4,9 Recensioni Google- Sul web dal 1993: siti, SEO e digital marketing
- Oltre 2.500 realtà seguite in 12 paesi
- Ethical Hacker certificato (CPEH)
- CTU del Tribunale di Lodi
- Consulente Privacy & GDPR (FederPrivacy)
- Autore di 6 libri, tra cui "Siti da Incubo"
Domande legittime, comprese quelle scomode
Le stesse che farei io, se dovessi affidare a qualcun altro un budget mensile.
Il click arriva, ma poi sul sito succede poco?
Quasi sempre il problema non è nella campagna, è nella pagina che riceve la visita. L'analisi gratuita del sito guarda proprio quello, e ti arriva entro 24 ore lavorative.
Portami i numeri che hai già, e ti dico dove sta finendo il budget
Trenta minuti in videochiamata sui report delle tue campagne, anche se le gestisce qualcun altro. Alla fine sai se il problema è il canale, il tracciamento, la pagina o l'offerta. Poi decidi tu, con calma.
- 30 minuti, gratuiti
- Nessun impegno, nessuna carta di credito
- In omaggio i 2 libri in PDF
I libri arrivano via email dopo la conferma dell'iscrizione.
