setaccio twitter - Max Valle

Setacciamo la sabbia di Twitter, ed estraiamo l'oro...

Qualche giorno fa, ho scoperto (per caso) che un paio di conoscenti cercavano di interagire con me via Twitter, scrivendo @tagliaerbe. Mi han scritto un paio di messaggini ma io, che Twitter non lo seguo, non ho replicato. La cosa mi ha un pò rattristato, perchè sono il tipo che tendenzialmente tende a rispondere a tutte le richieste (perlomeno se sono sensate 🙂 ), e non amo passare per quello che “se la tira” e fa il super-impegnato a tutti a costi (anche se a volte, purtroppo, lo sono davvero). Mi sono quindi domandato: “c’è il modo di filtrare il poco di buono che c’è in Twitter, e scartare tutto l’inutile rumore di fondo? posso estrarre da Twitter solo le informazioni che mi servono, senza passarci sopra le ore?” Si, il modo c’è: anzi, ci sono almeno 3 modi.

“Feed for this query”

feed for this query - Max Valle Il primo metodo viene offerto direttamente da Twitter, tramite la sua ricerca avanzata. Vai su http://search.twitter.com/advanced, e inserisci le parole chiave (o le persone) che vuoi monitorare. Volendo puoi anche filtrare la ricerca per lingua, per area geografica, o per data. Clicca quindi su “Search” e otterrai il risultato. Ma il bello viene adesso 🙂 In alto a destra trovi un link con scritto “Feed for this query: aggiungilo al tuo feed reader, e avrai automatizzato la procedura. Non appena il termine (o il contatto) che monitori verrà citato su Twitter, verrai avvisato tramite un messaggino via feed.

TweetBeep

tweetbeep - Max Valle Identico al metodo esposto sopra… ma via email: in pratica, Google Alert applicato a Twitter. Scegli quando si parla di te, dei tuoi prodotti, dalla tua azienda, ed ogni ora (o ogni giorno) ti verrà inviata una email con i cinguettii che ti riguardano.

Filttr

filttr - Max Valle Concludiamo col servizio che promette di “dare un senso a Twitter”. Filttr si pone infatti come un sistema “evoluto”: opera in base a filtri algoritmici che analizzano il flusso delle conversazioni e promette di individuare i messaggini più rilevanti per l’utente; inoltre è possibile definire delle blacklist o delle whitelist, nonchè “pesare” con granularità ogni singolo contatto. Da provare.

Concludendo

Probabilmente non mi corvertirò mai a Twitter, ma almeno ho trovato il modo di tirarne fuori il massimo risultato col minimo dispendio di tempo: se hai altri suggerimenti da darmi, li ascolto molto volentieri 🙂