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“Focus on the user”: tutti i social contro Google

“Focus on the user”: tutti i social contro Google

“Focus on the user and all else will follow”: questo è il primo comandamento incluso nelle 10 verità di Google, documento che riassume la filosofia aziendale di Big G e nel quale, per l’appunto, la prima attenzione dovrebbe essere incentrata sull’utente. Tutto il resto viene dopo. Ma Focus on the user è anche il nome a dominio di un sito appena lanciato da alcuni grossi nome del web – fra i quali Facebook, Twitter e Myspace, giusto per capire il calibro – che vorrebbero un Google migliore e imparziale, almeno sotto il profilo della social search.

In pratica, la cordata ambisce ad una integrazione paritetica di tutti i social nel motore di ricerca, tipo questa:

I risultati di Google+ contrapposti a quelli di Focus on the user

e non ad una predominanza netta di Google+ (come sembra sia avvenuto dopo il lancio di Search plus Your World). Per ottenere ciò han reso disponibile un bookmarklet, uno script – sarcasticamente chiamato don’t be evil – che genera un bottoncino da trascinare sulla barra del browser.

Tramite questo pulsante è possibile modificare le SERP di Google iniettando – nel corpo della pagina, nella spalla di destra, e/o direttamente nel box della query – i contributi di questa dozzina di social:

• CrunchBase

• Github

Facebook

• Flickr

• Foursquare

• FriendFeed

• LinkedIn

• MySpace

• Quora

• Stack Overflow

• Tumblr

• Twitter

mostrando in questo modo dei risultati meno parziali e più rilevanti per l’utente. Google accetterà il consiglio? se riprendiamo i suoi 10 comandamenti, nel primo leggiamo cose come: “Fin dal principio ci siamo concentrati sull’offerta della migliore esperienza utente possibile …[cut]… Ci preoccupiamo che il nostro lavoro sia utile per l’utente, piuttosto che per un nostro obiettivo interno o per i nostri profitti”; e nel settimo: “Dopo aver indicizzato più pagine HTML su Internet di qualsiasi altro servizio di ricerca, i nostri tecnici hanno rivolto l’attenzione alle informazioni non immediatamente accessibili …[cut]… I nostri ricercatori continuano a studiare nuovi metodi per mettere a disposizione degli utenti in cerca di risposte tutte le informazioni del mondo”.

Prevedo che saran costretti a confessarsi

Max Valle, Business AI Strategist
L'autore

Max Valle

Business AI Strategist

Dal 1993 aiuto imprese e professionisti a crescere online in sicurezza: sviluppo siti web, strategie di marketing digitale e intelligenza artificiale per studi e PMI. Oltre 2.500 aziende seguite in 12 paesi, 6 libri pubblicati e la certificazione di consulente privacy GDPR, senza mai mettere a rischio i dati dei clienti.

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