Quali sono le caratteristiche di una persona in grado di creare un business di successo? Non parlo di livello di istruzione, intelligenza o genialità – che ovviamente sono necessarie, ci mancherebbe – ma di… “livello sociale”. Ho passato mentalmente in rassegna tutti i casi di aziende – o come va ora di moda dire, startup – tecnologiche che conosco, e mi sono accorto che i fondatori rientravano praticamente sempre in una di queste 2 categorie: • avevano le spalle coperte • non avevano nulla da perdere Le 2 caratteristiche possono presentarsi insieme (=chi è straricco può rischiare quanto vuole) o a volte sembrano contraddirsi: da un lato chi è seduto sul morbido, dall’altro che non ha un euro in banca. Eppure sono i 2 elementi che contraddistinguono tantissimi imprenditori di successo. Un paio di esempi – volutamente NON tecnologici: Paris Hilton è la pronipote – ed ereditiera – di Conrad Hilton, fondatore dell’omonima catena di hotel di lusso. Forbes ha calcolato che con le sue attività di modella, cantante e attrice sta guadagnando diversi milioni di dollari l’anno: la Hilton avrebbe potuto benissimo vivere di rendita per tutta la vita, e invece è riuscita ad intraprendere diverse attività (parecchio) lucrative gestendo il suo personal brand in modo impeccabile. Aristotele Onassis era di famiglia povera; da ragazzo fu addirittura imprigionato e condannato a morte. Scappò in Argentina con 60 dollari in tasca, e in pochi decenni divenne uno dei più grandi armatori – e miliardari – di tutti i tempi: Onassis partì non avendo nulla da perdere, rischiò il tutto per tutto e sfondò, al punto di essere considerato uno degli uomini più ricchi e potenti della terra durante gli anni ’50-’60. Questa teoria ha anche la sua bella “prova del 9″: cosa combina chi ha messo da parte con fatica 4 soldi e ha quindi ha qualcosa che teme gli sfugga via? Ovviamente non rientra nelle 2 categorie qui sopra, e quindi non avrà (quasi) mai successo. Ecco perché chi ha famiglia, figli, e/o un lavoro (più o meno) stabile/sicuro è assai difficile che rischi buttandosi in una qualche attività imprenditoriale: anche se dotato, si accontenterà dello stipendio, spegnerà il cervello e punterà alla pensione. Ed ecco anche perché, complice l'”onta del fallimento” e il sistema del credito ingessato (=”ti dò soldi solo se ne hai già a palate”), in Italia si stenta a fare impresa, e si inietta nel DNA dei giovani la logica del posto fisso.