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L’utente di Bing clicca di più sui banner?

L’utente di Bing clicca di più sui banner?

Chi ha un sito, un blog o un forum sa molto bene che l’utente proveniente dai motori di ricerca è il più “cliccoso”. In altre parole, il visitatore nuovo/casuale è più propenso a cliccare sugli annunci pubblicitari; quello affezionato conosce invece a menadito le posizioni dei banner del tuo sito (e spesso anche i siti ai quali i banner puntano), e si concentrerà esclusivamente sul contenuto (evitando accuratamente di posizionare il mouse sugli spot). Ma pare ci siano pure grosse differenze fra motore e motore…

Più Bing, più click

Una recente ricerca di Chitika (ripresa anche da TechCrunch) ha analizzato oltre 32 milioni di impression distribuite su oltre 50.000 siti web, mostrando dati inequivocabili.

CTR comparati fra Google, Yahoo! e Bing

L’utente proveniente da Bing clicca sui banner il 21,47% in più rispetto a quello di Yahoo! e addirittura il 55,11% in più rispetto a quello di Google.

Cosa ne deduciamo?

Secondo TechCrunch, nulla. Google rappresenta l’83% del traffico e Bing solo l’8%: se la distribuzione fosse omogenea, lo scostamento sarebbe molto meno marcato. Secondo me, non è proprio così. Non voglio certo affermare che utEnte di Bing = utOnto, ma credo che i Bingofili siano comunque un pò meno skillati rispetto ai Google-user (magari utilizzano Bing solo perchè è il “motore di default” impostato nel loro sistema operativo, non ponendosi il problema di utilizzarne un altro).

E utente meno evoluto = più click (credo che ben pochi potranno smentire questa affermazione). Oppure il maggior numero di click è dato da una peggior qualità dei risultati: se ci pensi bene, un risultato che risponde con precisione ad una tua richiesta ti porta ad un contenuto rilevante, contenuto che leggi senza farti distrarre da altro. Se invece la pagina sulla quale atterri non contiene nulla di buono, se non qualche annuncio (quello si) pertinente, è più probabile che sarai spronato a cliccarci sopra per “scappare via”. Secondo te?

Max Valle, Business AI Strategist
L'autore

Max Valle

Business AI Strategist

Dal 1993 aiuto imprese e professionisti a crescere online in sicurezza: oltre 2.500 aziende seguite in 12 paesi, 6 libri pubblicati e la certificazione di consulente privacy GDPR. Porto l'intelligenza artificiale in studi e PMI senza mai mettere a rischio i dati dei clienti.

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