Iper ammortamento 2026: Guida completa alla nuova agevolazione fiscale per l’innovazione aziendale

Iper Ammortamento 2026
Indice

Una nuova era per gli incentivi fiscali italiani

La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) segna una svolta strategica nel panorama degli incentivi fiscali italiani, introducendo il nuovo regime di iper ammortamento per il triennio 2026-2028. Questa misura, che sostituisce i precedenti crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0, si pone l’obiettivo di stimolare la competitività del sistema produttivo nazionale attraverso un potente strumento di maxideduzione fiscale.

L’incentivo è mirato a sostenere gli investimenti in beni strumentali nuovi, con un focus specifico sulla trasformazione tecnologica e digitale secondo il paradigma dell’Industria 4.0 e sull’efficienza energetica tramite l’autoproduzione da fonti rinnovabili. Con una platea potenziale di oltre 150.000 imprese e aliquote di maggiorazione che raggiungono il 180%, l’iper ammortamento rappresenta una delle più importanti misure di politica industriale degli ultimi anni.

Come funziona l’iper ammortamento: Il meccanismo della maxideduzione

A differenza dei crediti d’imposta, l’iper ammortamento agisce come una maggiorazione del costo di acquisto dei beni agevolabili, incidendo direttamente sulla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria deducibili ai fini delle imposte sui redditi (IRES e IRPEF). In sostanza, l’impresa può dedurre dal proprio reddito imponibile un valore superiore a quello del costo effettivo del bene, generando un significativo risparmio fiscale.

Il beneficio si applica agli investimenti effettuati a partire dal 1° gennaio 2026 e fino al 30 settembre 2028. La struttura dell’incentivo è progressiva e si articola in tre scaglioni di investimento, come illustrato nella tabella seguente.

Importo dell’InvestimentoMaggiorazione del CostoRisparmio Fiscale (IRES 24%)
Fino a 2,5 milioni di euro180%43,2%
Oltre 2,5 e fino a 10 milioni di euro100%24,0%
Oltre 10 e fino a 20 milioni di euro50%12,0%

Fonte: Legge di Bilancio 2026, Art. 1, Commi 427-436

Per esemplificare il funzionamento pratico, consideriamo un’impresa che investe 100.000 euro in un macchinario 4.0 rientrante nei beni agevolabili. Potrà calcolare le quote di ammortamento non su 100.000 euro, ma su un valore fiscalmente maggiorato a 280.000 euro (100.000 + 100.000 × 180%). Questo si traduce in una deduzione fiscale aggiuntiva di 180.000 euro, che, con un’aliquota IRES del 24%, genera un risparmio d’imposta effettivo di 43.200 euro. Questo vantaggio consente alle imprese di liberare risorse preziose da reinvestire in innovazione e crescita.

I beni agevolabili: Dal paradigma Industria 4.0 all’energia rinnovabile

L’accesso all’agevolazione è strettamente legato alla tipologia di beni oggetto dell’investimento, che devono essere strumentali, nuovi e interconnessi al sistema aziendale. La normativa, attraverso i nuovi Allegati IV e V alla Legge di Bilancio 2026, definisce in modo puntuale le categorie ammesse. Questi allegati rappresentano un aggiornamento significativo rispetto alle precedenti versioni, riflettendo l’evoluzione tecnologica e le nuove priorità strategiche del governo italiano.

Beni materiali per l’Industria 4.0 (Allegato IV)

L’Allegato IV elenca i beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il paradigma dell’Industria 4.0. Questi beni devono essere controllati da sistemi computerizzati (CNC/PLC) e interconnessi ai sistemi informatici di fabbrica. Le categorie principali includono:

  • Macchine utensili controllate da sistemi computerizzati, come quelle per l’asportazione, la deformazione plastica, l’assemblaggio e la saldatura;
  • Robot e sistemi multi-robot, inclusi i robot collaborativi (cobot);
  • Macchine per la manifattura additiva (stampa 3D industriale);
  • Dispositivi per la movimentazione e la logistica automatizzata, come i veicoli a guida autonoma (AGV) e i sistemi di convogliamento flessibili;
  • Sistemi per l’assicurazione della qualità, inclusi sistemi di misura a coordinate, dispositivi per test non distruttivi e sistemi di tracciabilità (RFID);
  • Dispositivi per l’interazione uomo-macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • Magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica.

Tutti questi beni devono possedere caratteristiche specifiche quali il controllo CNC/PLC, l’interconnessione ai sistemi informatici aziendali, l’integrazione automatizzata con il sistema logistico, e devono rispondere ai più recenti parametri di sicurezza e igiene del lavoro.

Beni immateriali per la trasformazione digitale (Allegato V)

L’Allegato V comprende i beni immateriali (software, sistemi e piattaforme) indispensabili per l’integrazione e la gestione dei processi produttivi digitalizzati. Questa categoria rappresenta una novità importante, riconoscendo il ruolo cruciale del software e delle soluzioni digitali nella trasformazione aziendale. I beni immateriali agevolabili includono:

  • Software, sistemi e applicazioni per la progettazione, la gestione della produzione, la manutenzione predittiva e la logistica;
  • Piattaforme e applicazioni di Big Data Analytics per l’analisi e l’ottimizzazione dei processi;
  • Software di intelligenza artificiale, inclusi modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM) e sistemi di IA generativa per l’automazione dei processi;
  • Sistemi per la gestione della supply chain e per l’e-commerce;
  • Piattaforme di cloud computing e soluzioni per la cybersecurity.

La tecnologia dell’intelligenza artificiale rappresenta un elemento particolarmente rilevante in questa categoria, con il riconoscimento esplicito dei sistemi di IA generativa come beni agevolabili, in linea con la strategia di modernizzazione digitale del governo.

Investimenti in autoproduzione di energia rinnovabile

Una novità rilevante dell’iper ammortamento 2026 è l’inclusione esplicita degli investimenti in beni materiali nuovi finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, compresi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta. Per l’energia solare, sono agevolabili esclusivamente gli impianti con moduli fotovoltaici ad alta efficienza prodotti negli Stati membri dell’Unione Europea, secondo le specifiche tecniche indicate nel decreto legislativo n. 181/2023.

Questa disposizione riflette l’impegno del governo italiano verso la transizione ecologica e la riduzione della dipendenza energetica, offrendo alle imprese un incentivo concreto per investire in sostenibilità e autosufficienza energetica.

Chi può beneficiare dell’iper ammortamento

L’iper ammortamento è riservato a tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza e dalle dimensioni dell’impresa. Tuttavia, la normativa prevede specifiche cause di esclusione che è importante conoscere per valutare l’eleggibilità.

Soggetti esclusi dall’agevolazione

Non possono accedere al beneficio dell’iper ammortamento le seguenti categorie di soggetti:

  • Le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, concordato preventivo senza continuità aziendale o altre procedure concorsuali;
  • Le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi del decreto legislativo n. 231/2001;
  • I soggetti che applicano regimi forfettari di determinazione del reddito (regime forfetario, agriturismo, enoturismo, ecc.);
  • I titolari di reddito di lavoro autonomo;
  • Le imprese agricole (salvo specifiche eccezioni);
  • Le società semplici.

Requisiti di ammissibilità

La fruizione dell’agevolazione è inoltre subordinata al rispetto di due requisiti fondamentali:

  1. Conformità alle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore economico;
  2. Corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Questi requisiti riflettono l’impegno del governo nel garantire che l’agevolazione fiscale sia destinata a imprese che operano in conformità alle normative sociali e del lavoro, contribuendo così a una crescita economica sostenibile e responsabile.

Procedura operativa e vincoli normativi

Per beneficiare dell’iper ammortamento, le imprese devono seguire una procedura telematica gestita dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE). Questa procedura, definita nel decreto attuativo, rappresenta un elemento innovativo rispetto ai precedenti regimi di agevolazione fiscale, garantendo trasparenza e tracciabilità degli investimenti agevolati.

Le tre fasi della procedura

L’iter per accedere all’agevolazione si articola in tre fasi principali:

  1. Comunicazione degli investimenti: L’impresa trasmette al GSE una comunicazione iniziale relativa agli investimenti che intende agevolate, secondo modelli standardizzati;
  2. Comunicazione dell’acconto: Entro 60 giorni dalla ricevuta della notifica da parte del GSE, l’impresa trasmette le informazioni comprovanti il pagamento di un acconto pari al 20% del costo di acquisizione del bene;
  3. Comunicazione del completamento: Entro il 15 novembre 2028, l’impresa trasmette la comunicazione di completamento dell’investimento, allegando perizie, certificazioni e documentazione tecnica che attesti il possesso dei requisiti previsti.

Il vincolo dell’origine dei beni: Made in Europe

Un aspetto cruciale della normativa riguarda il requisito di origine dei beni. La legge stabilisce che i beni agevolabili debbono essere prodotti in uno degli Stati membri dell’Unione Europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo (SEE), che include Islanda, Liechtenstein e Norvegia.

Questa clausola “Made in Europe” ha generato un intenso dibattito nel mondo imprenditoriale. Tuttavia, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy sta già lavorando a modifiche normative per attenuare questo vincolo. La bozza di decreto attuativo chiarisce che è sufficiente che il bene abbia subito “l’ultima trasformazione sostanziale” in Europa, senza necessità che sia integralmente prodotto nel territorio europeo. Inoltre, per i beni immateriali come il software, almeno il 50% del valore delle attività di sviluppo deve essere riconducibile a soggetti operanti stabilmente in Europa.

Il governo sta inoltre valutando la possibilità di estendere l’ammissibilità ai paesi del G7 (Stati Uniti, Giappone, Regno Unito e Canada), sulla base di un ordine del giorno di Forza Italia accolto nella manovra di bilancio. Questa evoluzione normativa potrebbe amplificare ulteriormente l’impatto dell’agevolazione, allargando la platea dei beni agevolabili.

Benefici fiscali concreti: Esempi di calcolo

Per comprendere meglio il valore dell’iper ammortamento, consideriamo alcuni esempi pratici di come l’agevolazione si traduce in benefici fiscali concreti per le imprese.

Esempio 1: Piccola impresa manifatturiera

Un’impresa manifatturiera investe 1.500.000 euro in un nuovo macchinario CNC per l’asportazione. Poiché l’importo rientra nella fascia fino a 2,5 milioni di euro, la maggiorazione applicabile è del 180%.

  • Costo del macchinario: 1.500.000 euro
  • Maggiorazione (180%): 2.700.000 euro
  • Base di ammortamento agevolata: 4.200.000 euro
  • Quota di ammortamento annuale (10% su base agevolata): 420.000 euro
  • Risparmio fiscale annuale (IRES 24%): 100.800 euro

Esempio 2: Media impresa con investimento in software IA

Un’impresa di medie dimensioni investe 5.000.000 euro in una piattaforma di intelligenza artificiale per l’automazione dei processi di supply chain. Poiché l’importo supera i 2,5 milioni ma rimane entro i 10 milioni di euro, la maggiorazione applicabile è del 100%.

  • Costo della piattaforma IA: 5.000.000 euro
  • Maggiorazione (100%): 5.000.000 euro
  • Base di ammortamento agevolata: 10.000.000 euro
  • Quota di ammortamento annuale (20% su base agevolata): 2.000.000 euro
  • Risparmio fiscale annuale (IRES 24%): 480.000 euro

Questi esempi dimostrano come l’iper ammortamento possa generare risparmi fiscali significativi, permettendo alle imprese di accelerare la loro trasformazione digitale con un impatto positivo sul bilancio.

La trasformazione digitale come opportunità strategica

L’iper ammortamento 2026 non rappresenta semplicemente un’agevolazione fiscale, ma uno strumento strategico per accelerare la trasformazione digitale del tessuto produttivo italiano. Le imprese che coglieranno questa opportunità potranno non solo beneficiare di significativi vantaggi fiscali, ma anche posizionarsi in modo competitivo nel mercato globale, caratterizzato da una crescente esigenza di innovazione e efficienza operativa.

La strategia digitale rappresenta oggi un elemento cruciale per la sopravvivenza e la crescita delle imprese. L’iper ammortamento fornisce le risorse finanziarie necessarie per implementare soluzioni tecnologiche avanzate, dall’automazione dei processi produttivi all’adozione di sistemi di intelligenza artificiale, dalla digitalizzazione della supply chain all’implementazione di soluzioni di cybersecurity.

Prospettive future e evoluzione normativa

L’iper ammortamento 2026 rappresenta un’iniziativa strategica per accelerare la transizione digitale ed ecologica del tessuto produttivo italiano. Con un’aliquota di maggiorazione che può raggiungere il 180%, l’incentivo offre un vantaggio fiscale di notevole entità, in grado di liberare risorse preziose da reinvestire in innovazione e crescita.

La platea potenziale di oltre 150.000 imprese testimonia l’ampia portata della misura e il suo significativo impatto economico. Tuttavia, la normativa è ancora in fase di evoluzione, con il governo che sta valutando modifiche per attenuare i vincoli sull’origine dei beni e ampliare la platea dei beneficiari.

Le imprese sono chiamate a pianificare con attenzione i propri investimenti, analizzando in dettaglio i requisiti tecnici degli Allegati IV e V e monitorando l’evoluzione normativa. La procedura telematica tramite il GSE richiederà un’attenta gestione documentale e il rispetto delle scadenze, rendendo consigliabile il supporto di consulenti specializzati in materia fiscale e di agevolazioni per le imprese.

Domande frequenti (FAQ)

Qual è la differenza tra iper ammortamento e credito d’imposta?

L’iper ammortamento è una maggiorazione del costo di acquisto del bene che incide sulla determinazione delle quote di ammortamento deducibili, mentre il credito d’imposta è una riduzione diretta dell’imposta dovuta. L’iper ammortamento offre un vantaggio fiscale distribuito nel tempo (durante la vita utile del bene), mentre il credito d’imposta può essere utilizzato in modo più concentrato.

Fino a quando posso effettuare gli investimenti agevolati?

Gli investimenti agevolabili devono essere effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. La comunicazione di completamento dell’investimento deve essere trasmessa entro il 15 novembre 2028.

Posso cumulare l’iper ammortamento con altre agevolazioni?

Sì, l’iper ammortamento è cumulabile con altre agevolazioni finanziarie nazionali ed europee, purché il sostegno non copra le medesime quote di costo dei singoli investimenti. È importante verificare le specifiche condizioni di cumulabilità con il proprio consulente fiscale.

Quali sono i beni immateriali agevolabili?

I beni immateriali agevolabili includono software, sistemi, piattaforme, applicazioni, algoritmi e modelli digitali funzionali alla trasformazione digitale. Sono inclusi anche i sistemi di intelligenza artificiale generativa e i modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM).

Devo essere un’impresa di grandi dimensioni per accedere all’agevolazione?

No, l’iper ammortamento è accessibile a tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalle dimensioni. Tuttavia, sono escluse le imprese agricole, quelle che applicano regimi forfettari, e i titolari di reddito di lavoro autonomo.

Conclusione: Un’opportunità da non perdere

L’iper ammortamento 2026 rappresenta una delle più importanti misure di politica industriale introdotte negli ultimi anni, offrendo alle imprese italiane un’opportunità concreta per accelerare la loro trasformazione digitale e migliorare la loro competitività nel mercato globale. Con aliquote di maggiorazione che raggiungono il 180% e una platea potenziale di oltre 150.000 imprese, l’agevolazione ha il potenziale di generare un impatto economico significativo.

Le imprese che desiderano cogliere questa opportunità devono agire con tempestività, pianificando accuratamente i propri investimenti e assicurandosi di rispettare tutti i requisiti normativi. Il supporto di consulenti specializzati in materia fiscale e di agevolazioni per le imprese sarà fondamentale per massimizzare i benefici di questa importante misura e garantire la conformità alle procedure operative.

La finestra temporale per gli investimenti (1° gennaio 2026 – 30 settembre 2028) offre un’opportunità significativa per le imprese di investire in innovazione, digitalizzazione e sostenibilità energetica, trasformando questa agevolazione fiscale in un vantaggio competitivo duraturo.

Riassunto AI

L’iper ammortamento 2026 è una misura fiscale introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) che consente alle imprese di dedurre dal reddito imponibile una maggiorazione del costo di acquisto di beni strumentali nuovi. La maggiorazione varia dal 180% (per investimenti fino a 2,5 milioni di euro) al 50% (per investimenti oltre 10 milioni). La misura si applica dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 ed è destinata a sostenere la trasformazione digitale e l’efficienza energetica delle imprese italiane. I beni agevolabili sono elencati negli Allegati IV (beni materiali) e V (beni immateriali) della legge e devono essere prodotti in uno Stato membro dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo.

Autore

Max Valle è un AI Business Strategist e Internet Business Specialist con oltre 30 anni di esperienza nella consulenza strategica e nella trasformazione digitale. Certificato come CPEH (Certified Professional Ethical Hacker) e Privacy Consultant, ha supportato oltre 2.000 clienti in 12 diversi paesi nella loro evoluzione verso modelli di business innovativi e sostenibili. Specializzato in AI Strategy, Digital Transformation e Business Automation.

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Riferimenti e Fonti

  1. Ministero dell’Economia e delle Finanze (2025, 30 Dicembre). Principali misure della legge di bilancio 2026. Disponibile su: https://www.mef.gov.it/focus/Principali-misure-della-legge-di-bilancio-2026/
  2. Mogorovich, S. (2026, 6 Gennaio). Legge finanziaria 2026: l’iperammortamento. FiscoeTasse.com. Disponibile su: https://www.fiscoetasse.com/approfondimenti/16981-legge-finanziaria-2026-liperammortamento.html
  3. Monticelli, L. (2026, 7 Gennaio). Cambia l’iperammortamento, via la clausola sugli investimenti Made in Europe. La Stampa. Disponibile su: https://www.lastampa.it/speciale/tuttosoldi/2026/01/07/news/cambia_l_iperammortamento_via_la_clausola_sugli_investimenti_made_in_europe-15459280/
  4. Pesare, V. (2026, 8 Gennaio). Iperammortamento 2026: come funziona? IPSOA. Disponibile su: https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/01/08/iperammortamento-2026-funziona
  5. Rasotto, F. (2025, 30 Dicembre). Allegati IV e V Legge Bilancio 2026: Beni Strumentali Ammessi all’Iperammortamento. ReteAgevolazioni.it. Disponibile su: https://www.reteagevolazioni.it/allegati-iv-e-v-legge-bilancio-2026-beni-strumentali-ammessi-alliperammortamento/
  6. Redazione Innovation Post. (2025, 28 Dicembre). Iperammortamento per industria 4.0 2026 – 2028, il testo definitivo spiegato comma per comma. Innovation Post. Disponibile su: https://www.innovationpost.it/attualita/incentivi/iperammortamento-per-industria-4-0-2026-2028-il-testo-definitivo-spiegato-comma-per-comma/
  7. Legge 30.12.2025, n. 199. Legge di Bilancio 2026. Articolo 1, Commi 427-436. Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
  8. Decreto Legislativo 8 novembre 2021, n. 199. Attuazione della direttiva (UE) 2018/2001 sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili.

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