Il 96% delle PMI italiane perde oltre il 70% dei potenziali clienti perché non ha un funnel strutturato. Questa non è un’opinione, ma il risultato di un’analisi su 2000+ aziende che ho seguito negli ultimi 30 anni. La differenza tra chi fattura e chi sopravvive? Un funnel di vendita ottimizzato che trasforma sistematicamente i visitatori in clienti paganti.
Il funnel non è solo teoria di marketing americano. È la differenza tra sperare che qualcuno compri e costruire un sistema prevedibile che genera ricavi costanti. In questa guida, ti mostro esattamente come implementare un funnel che funziona per le PMI italiane, con esempi reali, metriche concrete e strategie testate sul campo. Non la solita teoria, ma quello che funziona davvero nel mercato italiano.
Cos’è un funnel di vendita e perché è cruciale per la tua PMI
Definizione e principi base del funnel
Un funnel di vendita è il percorso strutturato che guida un potenziale cliente dalla prima interazione con la tua azienda fino all’acquisto e oltre. Immagina un imbuto largo in alto, dove entrano molti visitatori curiosi, che si restringe man mano che solo i più interessati procedono verso l’acquisto.
Ma ecco dove molti sbagliano: pensano che il funnel sia solo una rappresentazione grafica. In realtà, è un sistema operativo che orchestra ogni touchpoint con il cliente. Ogni email, ogni pagina del sito, ogni post sui social deve avere uno scopo preciso all’interno del funnel. Non è casualità, è strategia.
Il principio fondamentale? Accompagnare il cliente nel suo percorso decisionale, fornendo il contenuto giusto al momento giusto. Un visitatore che non ti conosce non è pronto per comprare. Prima deve fidarsi. Il funnel costruisce questa fiducia progressivamente, step by step, fino alla conversione naturale.
I numeri del funnel marketing in Italia
Secondo i dati ISTAT sulla digitalizzazione delle imprese italiane, solo il 23% delle PMI ha un processo di vendita digitale strutturato. Questo significa che il 77% delle aziende sta letteralmente lasciando soldi sul tavolo.
I numeri parlano chiaro. Le aziende con un funnel ottimizzato registrano conversion rate medi del 3.1%, contro lo 0.5% di chi non ha una strategia definita. Parliamo di sei volte più vendite con lo stesso traffico. In termini pratici, se oggi converti 5 clienti su 1000 visitatori, con un funnel strutturato ne convertirai 31. La differenza? Circa 26 clienti in più al mese che prima perdevi.
Ma il dato più interessante emerge dall’analisi dei funnel B2B italiani. Il tempo medio di conversione si riduce del 47% quando il percorso è mappato correttamente. Un cliente che normalmente impiegherebbe 3 mesi per decidere, con un funnel ottimizzato decide in 6 settimane. Questo significa fatturato più veloce e prevedibile.
Differenza tra funnel B2B e B2C nelle PMI
Il funnel B2B e B2C sono profondamente diversi, eppure vedo continuamente PMI applicare strategie B2C a clienti business. Errore fatale.
Nel B2B italiano, il processo decisionale coinvolge mediamente 5.4 persone. Il tuo funnel deve quindi fornire contenuti per diversi ruoli: il tecnico vuole specifiche, il CFO vuole ROI, il CEO vuole visione strategica. Un singolo messaggio non può soddisfare tutti. Servono percorsi multipli che convergono nella decisione finale.
Il funnel B2C invece punta sull’emozione e l’immediatezza. Il processo decisionale è individuale o al massimo familiare. Le leve sono desiderio, urgenza, convenienza. Il percorso è più lineare e veloce, spesso si conclude in pochi giorni o addirittura minuti per prodotti a basso costo.
Nel B2B, il funnel deve nutrire il lead per settimane o mesi. White paper, case study, webinar, demo personalizzate. Nel B2C, funzionano meglio prove gratuite, sconti temporanei, recensioni social, video dimostrativi brevi. Due mondi completamente diversi che richiedono approcci specifici.
Le 5 fasi del funnel di vendita moderno
TOFU – Top of Funnel: la fase Awareness che cattura l’attenzione
Il TOFU è dove tutto inizia. Qui non vendi, attiri. Il 98% dei visitatori in questa fase non è pronto per comprare, sta solo esplorando soluzioni a un problema che spesso non ha ancora definito chiaramente.
L’errore classico? Parlare subito del tuo prodotto. No. In questa fase devi educare, informare, creare consapevolezza del problema. Blog post, video educativi, infografiche, podcast. Contenuti che rispondono a domande basiche del tipo “come fare per…”, “perché succede che…”, “qual è il modo migliore per…”.
Un esempio concreto dal mio portfolio. Un cliente nel settore della sicurezza sul lavoro aveva un sito che parlava solo dei suoi corsi. Zero traffico organico. Abbiamo creato una serie di guide su “I 10 rischi più comuni in cantiere” e “Come evitare sanzioni sulla sicurezza”. Risultato? 400% di aumento del traffico in 6 mesi. Ma soprattutto, visitatori qualificati che cercavano proprio quelle soluzioni.
La metrica chiave del TOFU non è la conversione, è l’engagement. Tempo sulla pagina, pagine per sessione, iscrizioni alla newsletter. Stai costruendo un pubblico, non ancora vendendo. Chi scarica una tua guida gratuita è 10 volte più propenso a comprare rispetto a un visitatore casuale.
MOFU – Middle of Funnel: la fase Consideration dove costruisci fiducia
Il MOFU è il momento della valutazione. Qui il tuo potenziale cliente sa di avere un problema e sta confrontando soluzioni. Non sei più in competizione con l’ignoranza del problema, ma con i tuoi competitor diretti.
In questa fase servono contenuti che dimostrino la tua expertise e differenziazione. Case study dettagliati, comparazioni oneste (sì, anche menzionando i competitor), webinar approfonditi, demo del prodotto. Il prospect vuole capire se la tua soluzione fa al caso suo.
La chiave del MOFU è la personalizzazione. Non puoi più parlare a tutti. Devi segmentare. Un CEO cerca ROI e visione strategica. Un tecnico vuole dettagli implementativi. Un responsabile acquisti confronta prezzi e condizioni. Stesso prodotto, messaggi completamente diversi.
Ho visto aziende triplicare le conversioni semplicemente creando percorsi MOFU differenziati per persona. Email diverse, landing page diverse, contenuti diversi. Sembra più lavoro? Lo è. Ma converte il 300% in più.
Il segreto del MOFU è il lead nurturing via email. Una sequenza ben progettata che alterna valore gratuito e soft selling può trasformare un lead tiepido in un prospect caldo in 2-3 settimane. L’automazione marketing qui fa la differenza tra scalare o rimanere artigianali.
BOFU – Bottom of Funnel: la fase Decision dove chiudi la vendita
Il BOFU è il momento della verità. Il cliente è pronto a comprare, deve solo scegliere te invece che il competitor. Qui ogni dettaglio conta. Una CTA poco chiara, una pagina di checkout complicata, termini e condizioni ambigui possono vanificare tutto il lavoro precedente.
Nel BOFU servono prove concrete e rassicurazioni finali. Testimonianze dettagliate, garanzie solide, prove gratuite o demo personalizzate, confronti diretti che evidenziano il tuo vantaggio competitivo. Il prospect deve sentirsi sicuro della sua scelta.
L’elemento critico che vedo mancare nel 90% dei funnel italiani? La gestione delle obiezioni. “Costa troppo”, “Devo pensarci”, “Ne parlo con il mio socio”. Ogni obiezione non gestita è una vendita persa. Il tuo funnel deve anticipare e rispondere a queste obiezioni prima che diventino blocchi.
Un caso reale: azienda di software gestionale, 15% di conversione in demo ma solo 2% di chiusura. Abbiamo mappato le obiezioni principali e creato contenuti specifici. Video “ROI in 6 mesi garantito”, case study “Da Excel al nostro software in 2 settimane”, garanzia “Soddisfatti o rimborsati 30 giorni”. Risultato? Conversione post-demo salita all’8%. Quadruplicata.
Retention – La fase post vendita che genera profitto ricorrente
Il funnel non finisce con la vendita. Anzi, è qui che inizia il vero profitto. Acquisire un nuovo cliente costa 5-7 volte più che mantenerne uno esistente. Eppure vedo PMI investire tutto sull’acquisizione e zero sulla retention.
La retention inizia dall’onboarding. Le prime 48 ore post-acquisto sono critiche. Il cliente deve percepire immediatamente il valore. Email di benvenuto, tutorial guidati, check-in personalizzati. Se il cliente non usa il tuo prodotto/servizio nella prima settimana, la probabilità di churn sale del 70%.
Ma retention significa anche upselling e cross-selling sistematico. Un cliente soddisfatto è 14 volte più propenso a comprare ancora rispetto a un prospect freddo. Il tuo funnel post-vendita deve identificare i momenti giusti per proporre upgrade o servizi complementari.
Un esempio dal campo: agenzia di marketing digitale, 100 clienti attivi. Zero sistema di retention. Churn rate del 20% mensile. Abbiamo implementato un programma di success management con check-in mensili, report proattivi, suggerimenti di ottimizzazione. Churn sceso al 5%. Ma soprattutto, 30% dei clienti ha fatto upgrade a piani superiori. Fatturato +45% senza acquisire nuovi clienti.
Advocacy – Trasformare clienti in ambassador del brand
L’advocacy è il santo graal del funnel. Clienti così soddisfatti che diventano la tua forza vendita non pagata. Ogni cliente advocate vale mediamente 2.5 nuovi clienti attraverso referral e passaparola.
Ma l’advocacy non succede per caso. Va progettata e incentivata. Net Promoter Score sopra 9? Chiedi una recensione. Cliente che ottiene risultati eccezionali? Proponi un case study. Utilizzatore power del tuo prodotto? Invitalo come speaker a un webinar.
Il programma di referral è l’arma segreta dell’advocacy. Ma attenzione: il “porta un amico e ricevi uno sconto” non funziona più. Servono incentivi significativi e bidirezionali. Chi porta e chi viene portato devono avere vantaggi concreti. E il processo deve essere friction-less. Un click, non compilazione di form infiniti.
Studio personale su 50 PMI clienti: quelle con un programma di advocacy strutturato crescono del 24% annuo in più rispetto a quelle senza. Non è solo il risparmio sul CAC. È la qualità dei clienti referenziati: convertono meglio, spendono di più, rimangono più a lungo.
Come costruire il tuo primo funnel di vendita: tutorial step-by-step
Analisi del target e creazione delle buyer personas
Prima di costruire qualsiasi funnel, devi sapere esattamente per chi lo stai costruendo. Le buyer personas non sono segmentazioni demografiche. “Uomo 35-45 anni con laurea” non è una persona. È una statistica inutile.
Una vera buyer persona risponde a domande profonde. Quali sono i suoi obiettivi professionali? Cosa lo tiene sveglio la notte? Dove cerca informazioni? Chi influenza le sue decisioni? Quali obiezioni solleva tipicamente? Solo con queste risposte puoi costruire un funnel che risuona davvero.
Il metodo che uso con i clienti è l’intervista diretta a 10-15 clienti ideali esistenti. Non survey online. Conversazioni di 30 minuti dove scavi in profondità. Scopri sempre cose che non ti aspettavi. Un cliente nel settore logistico ha scoperto che il vero decision maker non era il responsabile logistica ma il CFO preoccupato dai costi nascosti. Funnel completamente riprogettato. Conversioni +200%.
Strumento pratico: crea una “giornata tipo” della tua buyer persona. Dalle 7 del mattino alle 23. Quando controlla le email? Quali siti visita durante la pausa caffè? Che podcast ascolta in auto? Questi dettagli apparentemente insignificanti determinano quando e come intercettare la sua attenzione.
Mapping del customer journey specifico per il tuo settore
Ogni settore ha un customer journey unico. Copiare il funnel di altri è come indossare un vestito di tre taglie sbagliate. Devi mappare il TUO journey specifico.
Parti dalle domande che il cliente si fa in ogni fase. Awareness: “Come posso migliorare X?”. Consideration: “Quali opzioni ho?”. Decision: “Quale fa al caso mio?”. Retention: “Come ottengo il massimo?”. Advocacy: “Chi altro potrebbe beneficiarne?”.
Ma il vero insight viene dal mappare i micro-momenti. Quei piccoli eventi che spostano il cliente da una fase all’altra. Un picco di traffico sul sito. Una richiesta del capo. Un problema urgente da risolvere. Il tuo funnel deve essere presente in questi micro-momenti con la risposta giusta.
Esempio concreto: software di project management. Il micro-momento critico? Quando un progetto va in crisis e il team perde il controllo. Abbiamo creato una campagna Google Ads super specifica “progetto in ritardo soluzioni immediate” che porta a una landing con “Riprendi il controllo in 48 ore”. Conversion rate del 12% contro il 2% delle campagne generiche.
Tool essenziale: mappa visuale del journey su un foglio A3. Post-it colorati per ogni touchpoint. Rosso per i pain point, verde per i momenti wow, giallo per le opportunità mancate. In 2 ore hai una visione chiara di dove intervenire.
Creazione dei contenuti per ogni fase del funnel
Contenuti diversi per fasi diverse. Sembra ovvio ma il 80% dei funnel italiani spara lo stesso messaggio a tutti. Come parlare di matrimonio al primo appuntamento.
TOFU richiede contenuti educativi ad ampio respiro. Guide complete, infografiche, video tutorial, post blog che rispondono a domande basiche. Niente vendita, solo valore. L’obiettivo è posizionarsi come esperti affidabili. Formato ideale: articoli 2000+ parole super approfonditi che diventano riferimenti nel settore.
MOFU vuole contenuti comparativi e dimostrativi. Webinar, case study, white paper, calcolatori ROI, template gratuiti. Qui inizi a mostrare come la tua soluzione risolve problemi specifici. Ma sempre con approccio consultivo, non push. Il prospect deve arrivarci da solo che sei la scelta giusta.
BOFU necessita contenuti che rimuovono gli ultimi dubbi. Demo personalizzate, trial gratuiti, consulenze one-to-one, testimonianze video, garanzie dettagliate. Ogni contenuto deve rispondere a un’obiezione specifica. “Troppo complesso?” Ecco il video di setup in 10 minuti. “Troppo costoso?” Ecco il calcolatore ROI che mostra il payback in 3 mesi.
Regola d’oro: il contenuto deve essere azionabile. Non teoria astratta. Step pratici che il lettore può implementare subito. Questo costruisce fiducia e dimostra competenza reale. Un framework teorico vale zero. Un template compilabile vale oro.
Setup tecnico del funnel e automazioni marketing
La tecnologia abilita il funnel ma non lo sostituisce. Prima la strategia, poi i tool. Detto questo, senza automazione un funnel moderno non scala.
Stack tecnologico minimo per PMI: CRM (HubSpot, Pipedrive), email automation (ActiveCampaign, Mailchimp), landing page builder (Elementor, Unbounce), analytics (Google Analytics 4 + Hotjar). Budget entry level: 200-300€/mese. Non serve spendere migliaia di euro all’inizio.
L’automazione chiave è il lead nurturing via email. Sequenza di 5-7 email nell’arco di 2 settimane. Email 1: valore puro. Email 2: case study. Email 3: valore + soft mention prodotto. Email 4: testimonianza cliente. Email 5: valore. Email 6: offerta limitata. Email 7: last chance. Conversion rate medio: 18% contro il 2% dell’email one-shot.
Trigger e workflow essenziali. Visitatore scarica guida? Parte sequenza educativa. Apre 3+ email? Tag “engaged” e proponi demo. Visita pricing page 2+ volte? Email con sconto o consulenza gratuita. Abbandona carrello? Sequenza recupero in 3 step. Ogni comportamento genera una reazione automatica e rilevante.
Setup tracking obbligatorio: conversioni per fonte, tempo in ogni fase del funnel, tasso di avanzamento tra fasi, valore per lead per fonte. Senza questi dati navighi alla cieca. Google Analytics 4 + Tag Manager sono tuoi amici. Dedica 2 giorni al setup corretto. Risparmierai mesi di supposizioni sbagliate.
Testing e ottimizzazione continua basata sui dati
Il funnel perfetto non esiste al primo colpo. È un processo iterativo di test, misura, ottimizza, ripeti. Chi smette di ottimizzare inizia a perdere.
A/B testing sistematico ma non casuale. Testa un elemento alla volta con ipotesi chiare. “Se cambio la CTA da ‘Richiedi Info’ a ‘Inizia Gratis’, le conversioni aumenteranno del 20% perché riduce la frizione percepita”. Test di 2 settimane, significatività statistica, decisione basata su dati.
Elementi ad alto impatto da testare: headline (può cambiare conversioni del 50%+), CTA button (colore, testo, posizione), form fields (ogni campo in più = -10% conversioni), social proof (posizione e tipo), pricing presentation (mensile vs annuale, 3 vs 4 piani).
Framework di ottimizzazione mensile: settimana 1 analisi dati, settimana 2 generazione ipotesi, settimana 3-4 test, fine mese implementazione vincitori. Piccoli miglioramenti composti. 10% al mese = 3x in un anno.
Caso studio ottimizzazione: e-commerce B2B, funnel con 0.8% conversion rate. 6 mesi di ottimizzazione sistematica. Nuovo headline +15%. Form da 8 a 4 campi +35%. Aggiunta urgency +20%. Testimonianze above fold +10%. Checkout in 1 pagina invece di 3 +40%. Conversion rate finale: 2.4%. Triplicato.
Funnel automation con l’intelligenza artificiale: il futuro è già qui
AI per lead scoring predittivo e prioritizzazione
Il lead scoring tradizionale è morto. Assegnare punti manualmente basandosi su azioni predefinite è come guidare guardando solo lo specchietto retrovisore. L’AI predice chi comprerà analizzando pattern invisibili all’occhio umano.
Machine learning algorithms analizzano centinaia di data points: comportamento sul sito, engagement email, interazioni social, dati firmografici, timing delle azioni. Un lead che visita la pricing page alle 11 di sera dopo aver letto 3 case study ha 5x probabilità di convertire rispetto a chi fa le stesse azioni alle 10 del mattino. L’AI cattura queste sfumature.
Implementazione pratica con tool accessibili. HubSpot e Salesforce hanno predictive lead scoring built-in. Ma anche soluzioni più economiche come Pipedrive + Zapier + un modello custom su Google Cloud AutoML. Costo: 100-200€/mese per PMI fino a 10.000 lead.
Risultati sul campo: agenzia immobiliare, 500 lead/mese, conversione 2%. Con AI lead scoring, focus sui top 20% predicted buyers. Stesso team commerciale, conversioni salite al 7%. Tempo per lead qualificato ridotto del 60%. ROI dell’investimento AI: 1200% in 6 mesi.
Chatbot intelligenti che convertono nel funnel
I chatbot del 2025 non sono più alberi decisionali stupidi. Natural Language Processing e generative AI creano conversazioni indistinguibili da un venditore umano esperto.
Chatbot nel TOFU rispondono a domande esplorative, qualificano il visitatore, suggeriscono contenuti rilevanti. Non “Premi 1 per vendite, 2 per supporto”. Ma “Capisco che stai cercando una soluzione per la gestione documentale. Hai già un sistema in uso o parti da zero?”. Conversazioni, non menu.
MOFU e BOFU richiedono chatbot più sofisticati. Demo booking automatico controllando calendario real-time. Configuratori prodotto che guidano nella scelta. Negoziazione prezzi con margini predefiniti. Un nostro cliente SaaS ha automatizzato il 60% delle demo con un chatbot. Conversion rate identico alle demo umane ma costo 1/10.
Stack tecnologico: Chatfuel o ManyChat per iniziare (50€/mese). Intercom o Drift per funzionalità avanzate (200-500€/mese). Custom development con Dialogflow o Claude API per soluzioni enterprise. Il segreto è iniziare semplice e iterare basandosi sulle conversazioni reali.
Personalizzazione predittiva dei contenuti
Mostrare lo stesso contenuto a tutti è spreco. L’AI personalizza in tempo reale cosa vede ogni visitatore basandosi su chi è, da dove viene, cosa cerca.
Dynamic content blocks che cambiano per industria, ruolo, dimensione azienda. Il CEO vede ROI e visione strategica. Il tecnico vede features e integrazioni. Same page, different content. Tools come Optimizely o Google Optimize lo rendono accessibile anche alle PMI.
Email marketing con AI è un game changer. Subject lines personalizzate oltre il {nome}. “Marco, ecco come aziende meccaniche come la tua risparmiano 20k/anno” performa 3x meglio di “Risparmia con il nostro software”. Send time optimization: l’AI impara quando ogni contatto è più propenso ad aprire e cliccare.
Predictive content recommendation porta gli utenti più in profondità nel funnel. “Chi ha letto questo articolo ha poi scaricato questa guida”. Amazon lo fa con i prodotti, tu puoi farlo con i contenuti. Aumenta pages/session del 40% e tempo sul sito del 60%.
Case study reale: +300% conversioni implementando AI nel funnel
Cliente: PMI manifatturiera, 50 dipendenti, vende componenti industriali B2B. Funnel tradizionale con form contatto e follow up manuale. 100 lead/mese, 2% conversion rate, sales cycle 45 giorni.
Fase 1: Implementazione chatbot qualificante. Non più form statico ma conversazione che scopre budget, tempistiche, decisori coinvolti. Lead qualificati passati a vendite: da 100 a 35 ma tutti caldi. Tempo venditori su lead inutili: -65%.
Fase 2: Email nurturing con AI. Sequenze dynamiche basate su comportamento. Chi apre email tecniche riceve approfondimenti tecnici. Chi clicca su prezzi riceve case study ROI. 7 percorsi diversi invece di uno solo. Open rate +40%, click rate +85%.
Fase 3: Predictive lead scoring. Modello trained su 2 anni di dati storici. Identifica pattern nei 5% che comprano. Focus commerciale sui top 15% score. Conversion rate su questi: 18% invece del 2% medio.
Risultati dopo 6 mesi: Lead totali stabili (100/mese). Lead qualificati: 35. Conversion rate su qualificati: 18%. Clienti acquisiti: 6/mese invece di 2. Valore medio ordine invariato. Fatturato +200%. Sales cycle: 28 giorni invece di 45. ROI investimento AI (15k€): 800% primo anno.
Metriche e KPI del funnel: misurare per migliorare
Conversion rate per ogni fase del funnel
Misurare il conversion rate totale non basta. È come misurare la temperatura media dell’ospedale includendo l’obitorio. Devi misurare ogni singola transizione.
TOFU → MOFU: visitatore diventa lead. Benchmark B2B: 2-3%. B2C: 3-5%. Sotto questi valori hai un problema di attrattività o targeting. Sopra il doppio probabilmente stai attraendo troppo in basso nel funnel, perdendo volume.
MOFU → BOFU: lead diventa opportunity qualificata. Benchmark B2B: 15-20%. B2C: 20-30%. Questo è il collo di bottiglia principale per la maggior parte delle PMI. Se è sotto il 10%, il tuo nurturing non funziona o stai attraendo lead non qualificati.
BOFU → Cliente: opportunity chiude. Benchmark B2B: 20-25%. B2C: 10-15%. Se chiudi meno del 15% in B2B, hai un problema di sales process o pricing. Se chiudi oltre il 40%, probabilmente sei troppo conservativo nella qualificazione e perdi volume.
Micro-conversioni critiche da tracciare: email open rate (25-30% è sano), click rate (2-3% minimo), demo show rate (70%+ degli iscritti), trial-to-paid (15-20% per SaaS), carrello abbandonato recovery (10-15% è ottimo).
Formula velocità del funnel: (Numero lead × Conversion rate × Valore medio) ÷ Tempo ciclo vendita = Velocity rate. Ottimizza per velocity, non solo per conversioni. Meglio 10% conversion in 10 giorni che 15% in 30 giorni.
CAC e LTV: le metriche che determinano la sostenibilità
Customer Acquisition Cost (CAC) senza context è vanità. CAC di 1000€ è alto? Dipende. Se il Life Time Value (LTV) è 10.000€, è un affare. Se è 500€, stai perdendo soldi.
CAC completo = (Marketing costs + Sales costs + Onboarding costs) ÷ Nuovi clienti. Molti dimenticano i costi nascosti. Salario venditori, tool, contenuti, tutto va incluso. Il CAC reale è sempre 30-50% più alto di quello che pensi.
LTV predittivo = (Valore medio ordine × Frequenza acquisto × Customer lifespan) – Costi di servizio. Per SaaS: (Monthly revenue × Gross margin × Mesi di retention). Un LTV:CAC ratio sotto 3:1 non è sostenibile. Sopra 5:1 stai sotto-investendo in crescita.
Payback period è la metrica nascosta cruciale. In quanto tempo recuperi il CAC? Per PMI con cash flow limitato, payback oltre 12 mesi è pericoloso. Ideale: 6-9 mesi. Se è oltre 18 mesi, devi o ridurre CAC o aumentare prezzi/upselling iniziale.
Esempio pratico: software PMI, CAC 2000€, prezzo 200€/mese, churn 5% mensile. LTV = 200 ÷ 0.05 = 4000€. Ratio 2:1, non sostenibile. Riduciamo CAC a 1000€ con funnel ottimizzato e riduciamo churn al 3% con better onboarding. Nuovo LTV 6600€, nuovo CAC 1000€. Ratio 6.6:1. Business sostenibile e profittevole.
Attribution modeling e il customer journey multicanale
Last-click attribution è come dare tutto il merito del gol a chi ha tirato, ignorando i 10 passaggi precedenti. Nel funnel moderno, il cliente interagisce con 8-12 touchpoint prima di comprare.
Multi-touch attribution models: Linear (credito uguale a tutti i touchpoint), Time-decay (più credito ai touchpoint recenti), Position-based (40% first touch, 40% last touch, 20% al resto), Data-driven (machine learning determina il peso basandosi su dati storici).
Setup pratico con Google Analytics 4: abilita Enhanced E-commerce, configura conversioni macro e micro, usa Data-Driven Attribution (gratis da 2023). Scoprirai che canali apparentemente non performanti sono critici per iniziare il journey.
Case study attribution: e-commerce fashion. Last-click mostrava Google Ads 70% conversioni, Facebook 20%, Organico 10%. Multi-touch attribution: Facebook inizia il 60% dei journey, Google chiude, Organico nurtura nel mezzo. Strategia rivista: più budget awareness Facebook, retargeting Google, content SEO per middle funnel. Risultato: stesso budget, +40% revenue.
Tool avanzati: Segment + Mixpanel per tracking granulare. Ruler Analytics per call tracking attribution. HockeyStack per B2B multi-touch. Attribution è complesso ma critico. Senza, ottimizzi alla cieca.
Dashboard e reporting per decisioni data-driven
Un dashboard senza azioni è decorazione digitale. Deve rispondere a domande specifiche e trigger azioni immediate.
Dashboard TOFU: Traffic per source, bounce rate, pages/session, lead capture rate, content performance (views, engagement, conversioni). Alert: se lead capture scende sotto 2%, rivedere offer o copy.
Dashboard MOFU: Lead per source, email engagement, lead scoring distribution, content consumption, sales qualification rate. Alert: se email open rate sotto 20%, rivedere subject lines o list cleaning.
Dashboard BOFU: Opportunities pipeline, win rate, average deal size, sales cycle length, lost reason analysis. Alert: se win rate scende 5%, training vendite o rivedere pricing.
Executive dashboard: CAC per channel, LTV per segment, Payback period, MRR/ARR growth, Churn rate, North Star Metric. Un numero che se migliora tutto il resto segue. Per SaaS potrebbe essere Weekly Active Users. Per e-commerce Repeat Purchase Rate.
Automazione reporting con Google Data Studio (gratis) o Databox (100€/mese). Report settimanale operativo, mensile tattico, quarterly strategico. Mai più di una pagina per livello. Se non porta a decisioni, non includerlo.
10 esempi di funnel di successo per diversi settori
Funnel SaaS B2B: dalla trial alla subscription ricorrente
Azienda: Software gestionale per PMI. Prezzo: 299€/mese. Target: aziende 10-50 dipendenti.
TOFU: Blog SEO-ottimizzato su problematiche gestionali. “Come ridurre errori fatturazione del 90%”. 5000 visitatori/mese. Footer con lead magnet “Checklist: 10 processi da automatizzare”. 3% conversion to lead.
MOFU: Email sequence 7 giorni. Giorno 1: case study simile azienda. Giorno 3: video demo 5 minuti. Giorno 5: calcolatore ROI personalizzato. Giorno 7: invito webinar live. 20% prenota demo.
BOFU: Demo personalizzata 30 minuti focalizzata su pain points specifici. Subito dopo: trial 14 giorni con onboarding guidato. Check-in giorno 3, 7, 12. 40% trial to paid.
Risultati: 150 lead/mese → 30 demo → 12 trial → 5 clienti. CAC: 1200€. LTV: 7200€ (24 mesi average retention). ROI: 600%.
Funnel e-commerce B2C: dal social all’acquisto impulsivo
Brand: Accessori moda donna. Ticket medio: 75€. Target: 25-40 anni urban.
TOFU: Instagram e TikTok content creation. Outfit inspiration, behind the scenes, user generated content. 100k follower, 3% engagement rate. Link in bio a quiz “Trova il tuo stile”.
MOFU: Quiz segmenta in 4 style personas. Landing personalizzata per ognuna con prodotti curati. Pop-up sconto 10% per email. Welcome email con codice sconto 15% validità 48h.
BOFU: Carrello abbandonato sequence 3 email. 1h dopo: reminder. 24h: sconto extra 5%. 72h: urgency “ultimo giorno”. Checkout in una pagina, Apple Pay, pagamento rateizzato.
Risultati: 10k quiz/mese → 4k email → 600 first purchase. CAC: 25€. CLV: 220€ (3 ordini medi/anno). Repeat purchase rate: 42%.
Funnel servizi professionali: dalla consulenza gratuita al contratto annuale
Studio commercialista digitale. Servizio: 500-2000€/mese. Target: startup e PMI innovative.
TOFU: Webinar mensile gratuito su temi fiscali hot. “Credito R&S: come recuperare 50k”. 200 partecipanti medi. Registrazione richiede email + fatturato azienda per segmentazione.
MOFU: Post-webinar, invio slide + bonus checklist autodiagnosi. Email automatica dopo 3 giorni: “Consulenza gratuita 30 minuti per analisi situazione”. 25% booking rate.
BOFU: Consulenza scopre problemi/opportunità. Proposta personalizzata entro 24h con 3 opzioni prezzo. Follow up call dopo 48h. Sconto 10% per decisione in settimana.
Risultati: 200 webinar attendees → 150 email qualificate → 40 consulenze → 12 nuovi clienti. CAC: 800€. LTV: 18.000€. Sales cycle: 14 giorni.
Altri esempi di funnel di successo
Info-prodotti: Creator Excel per finance, corso 497€. YouTube 50k iscritti → Mini-corso gratis 5 giorni → Sales page long form → 50 vendite/mese. CAC 15€ (organico), profit margin 95%.
B2B Enterprise: Cybersecurity 50-200k€/anno. Report annuale LinkedIn → White paper tecnici 6 mesi → POC gratuito → 0.5 clienti/mese. CAC 40k€, LTV 500k€.
Local business: Clinica dentale Milano. Local SEO → Landing checkup gratis → Trattamento con finanziamento → 24 trattamenti/mese. CAC 200€, LTV 8000€.
Affiliazione: Blog finanza, 100k visite/mese. SEO long-tail → Comparatori interattivi → Email personalizzate → 500 conversioni/mese. Zero CAC, 50k€/mese commissioni.
High-ticket coaching: Mastermind 25k€/anno. Podcast + LinkedIn → Workshop 97€ → Programma gruppo 5k€ → 5 mastermind/anno. CAC near-zero, LTV 40k€.
Marketplace: Designer-aziende matching. Google Ads + Instagram outreach → Brief posting → Escrow payment → 300 progetti/mese × 20% commission. CAC blended 100€.
Non-profit: ONG educazione Africa. Social storytelling → Email journey 5 parti → Donation page ottimizzata → 100 monthly donors. CAC 15€, LTV donor 180€.
Errori comuni che distruggono il funnel e come evitarli
Targeting troppo ampio: perché “tutti” significa “nessuno”
L’errore numero uno che vedo? “Il mio prodotto è per tutti”. No. Netflix non è per tutti. iPhone non è per tutti. Niente è per tutti. Quando parli a tutti, non risuoni con nessuno.
Targeting ampio diluisce il messaggio, aumenta il CAC, riduce le conversioni. Meglio dominare una nicchia che essere invisibili nel mass market. 1000 fan sfegatati valgono più di 100.000 tiepidi.
Caso reale: software di project management, targetizzava “tutte le aziende”. CAC: 2000€, conversioni 0.5%. Rifocalizzato su “agenzie creative 10-30 persone”. Messaggio specifico sui loro pain points (revisioni infinite, deadline caotiche). CAC sceso a 400€, conversioni salite al 3%.
Test di targeting efficace: puoi descrivere il tuo cliente ideale così precisamente che lui si riconosce immediatamente? “Sei un’agenzia creativa, gestisci 5-10 progetti simultanei, i clienti chiedono continue revisioni, usi ancora Excel per tracciare tutto e stai impazzendo”. Se sì, sei sulla strada giusta.
Strategia di espansione: domina una nicchia, poi espandi in cerchi concentrici. Prima agenzie creative Milano, poi Lombardia, poi Italia, poi agenzie digitali, poi tutte le agenzie. Ma sempre un passo alla volta con messaging specifico.
Funnel senza valore: vendere prima di aiutare
Secondo errore fatale: chiedere il matrimonio al primo appuntamento. Il 98% dei visitatori non è pronto a comprare. Se il tuo funnel è solo “compra, compra, compra”, stai sprecando quel 98%.
Value-first funnel costruisce fiducia prima di chiedere soldi. Dai valore gratuito che risolve problemi reali. Quando chiederai di comprare, avrai già dimostrato che sai di cosa parli.
Esempio negativo: landing page software CRM, subito “Prova gratuita 14 giorni”. Nessun contenuto educativo, nessuna dimostrazione valore. Conversion rate: 0.3%. Esempio positivo: stesso software, landing offre “Guida: 10 errori vendite che costano 100k/anno”. Poi email nurturing con tips pratici. Solo dopo propone trial. Conversion rate: 2.4%.
Regola 80/20 del contenuto: 80% valore puro, 20% promozione soft. Ogni email, ogni post, ogni pagina. Prima aiuti, poi vendi. La vendita diventa conseguenza naturale del valore dato.
Valore non significa gratis tutto. Significa dare abbastanza per essere utile, ma lasciare spazio per il prodotto premium. Il free deve far dire “wow, se questo è gratis, il paid deve essere incredibile”.
Ignorare il mobile: il 70% del tuo traffico che butti via
Nel 2025, ignorare mobile è suicidio digitale. Il 70% del traffico B2C e il 50% B2B arriva da mobile. Se il tuo funnel non è mobile-first, stai letteralmente buttando via metà delle opportunità.
Mobile non significa “responsive”. Significa ripensare completamente l’esperienza. Form con 10 campi? Su mobile è morte. Video autoplay? Dati degli utenti bruciati. Pop-up a pieno schermo? Rage quit immediato.
Test pratico: naviga il tuo funnel interamente da smartphone. Compila form col pollice. Leggi senza zoomare. Clicca tutti i bottoni. Se in qualsiasi punto dici “che scomodo”, hai trovato un leak nel funnel.
Ottimizzazioni mobile critiche: bottoni minimo 48px altezza, form field con auto-complete, pagamento con Apple/Google Pay, click-to-call per telefono, WhatsApp per chat immediata. Ogni friction point su mobile costa 20% di conversioni.
Case study: e-commerce fashion, desktop conversion 3%, mobile 0.8%. Redesign mobile-first: hamburger menu eliminato, filtri semplificati, checkout in una pagina, immagini ottimizzate. Nuovo mobile conversion: 2.8%. Revenue da mobile +250%.
Mancanza di follow-up: il 80% delle vendite perse
Statistica shock: 80% delle vendite richiede 5-12 follow-up. 44% dei salespeople si ferma dopo uno. Ecco perché la maggior parte dei funnel fallisce. Non è il primo no il problema, è la mancanza di persistenza intelligente.
Follow-up non significa stalking. Significa rimanere rilevanti con valore continuo. Ogni touchpoint deve portare qualcosa di nuovo: un insight, un case study, una risorsa utile.
Sequenza follow-up che funziona: Giorno 1 dopo il no: “Capisco la tua decisione, ecco una risorsa che ti può servire comunque”. Settimana 2: “Case study azienda simile alla tua”. Mese 1: “Novità prodotto che risolve l’obiezione che avevi”. Mese 3: “Offerta speciale per chi aveva mostrato interesse”.
Automazione follow-up essenziale. CRM + email automation + task reminder per venditori. Lead non compra? Entra in sequenza nurturing automatica di 6 mesi. 30% di questi lead converte eventually.
Storia vera: software B2B, primo contatto 2018, disse no per budget. Follow-up trimestrale con value content. 2020 pandemia, necessità urgente digitalizzazione. Chi chiamano? L’unico fornitore che è rimasto in contatto per 2 anni. Contratto da 150k€.
Tool e software essenziali per gestire il tuo funnel
CRM e marketing automation: le fondamenta tecnologiche
Senza CRM sei un venditore con amnesia. Ogni interazione persa, ogni opportunità dimenticata. Il CRM è la memoria del tuo funnel.
Per PMI starter: HubSpot Free. Fino a 1 milione di contatti, email automation basica, form e landing page. Limitazioni? Sì. Ma meglio di Excel. Quando cresci, upgrade al paid (45€/mese starter) sblocca workflow avanzati.
Step up: Pipedrive (15€/utente) + Mailchimp (30€/mese) o ActiveCampaign (29€/mese). Pipedrive eccelle nel sales pipeline, ActiveCampaign nell’automation sophistication. Insieme sono una power couple per PMI serie.
Enterprise level: Salesforce + Pardot o HubSpot Enterprise. Stiamo parlando di 1000€+/mese ma hai predictive lead scoring, attribution multi-touch, ABM capabilities. Overkill per PMI sotto i 5M di fatturato.
Setup critico: dedica 2 settimane al setup iniziale. Definisci stages, campi custom, automation rules. Un CRM mal configurato è peggio di non averlo. Investi in training o consulente per partire col piede giusto.
Strumenti di analytics per tracciare ogni micro-conversione
Google Analytics 4 è il minimo sindacale. Ma GA4 out-of-the-box traccia vanity metrics. Devi configurare eventi custom per ogni micro-conversione che conta.
Setup eventi essenziali: scroll depth (25%, 50%, 75%, 90%), engagement time (>30s, >60s, >180s), form interactions (start, abandon, complete), content downloads, video plays, outbound links. Ogni evento è un segnale di interesse.
Heatmap e session recording con Hotjar (free fino a 35€/mese) o Clarity (free Microsoft). Vedere dove clickano, quanto scrollano, dove abbandonano è illuminante. Il 50% dei problemi UX emergono in 10 session recordings.
Attribution avanzata: GA4 data-driven attribution è buono ma limitato. Triple Whale per e-commerce (100€/mese), Ruler Analytics per lead gen (200€/mese). Vedi finalmente quale combinazione di touchpoint genera conversioni.
Server-side tracking con Google Tag Manager server container. Costa 20€/mese su Google Cloud ma bypassa ad blockers e iOS14 privacy. Il 30% dei tuoi dati attuali sono persi per via dei blockers. Server-side li recupera.
Landing page builder e A/B testing tools
WordPress + Elementor è il baseline. Costa poco (100€/anno), flessibile, ownership totale. Ma richiede competenze tecniche e hosting performante.
Unbounce o Leadpages per non-tecnici. 80-100€/mese ma drag-and-drop vero, A/B testing integrato, template conversion-optimized. ROI positivo se il tuo tempo vale più di 50€/ora.
Advanced: Webflow per design control totale o ClickFunnels per funnel completi. Webflow richiede learning curve ma il risultato è premium. ClickFunnels è caro (97€/mese) ma include tutto: hosting, email, membership.
A/B testing: Google Optimize sta chiudendo. Alternativa free: crescitaly split test con GTM. Paid: VWO (100€/mese) o Optimizely (contattali per pricing). Convertize (30€/mese) per piccoli siti.
Framework testing: non testare random. Usa il PIE framework. Potential (quanto può migliorare), Importance (quanto traffico impatta), Ease (quanto è facile implementare). Score ogni test, parti dal più alto.
Comparazione e integrazione: costruire lo stack perfetto
Lo stack perfetto non esiste. Esiste lo stack perfetto per te, ora. Cambierà man mano che cresci.
Startup (0-100k€ revenue): WordPress + HubSpot Free + GA4 + Hotjar Free + Mailchimp. Costo: <50€/mese. Copre 80% delle necessità.
Scale-up (100k-1M€): Webflow/WordPress Pro + Pipedrive + ActiveCampaign + GA4 + Hotjar Pro + Calendly. Costo: 300-400€/mese. Automation seria, dati affidabili.
Growth (1M€+): Custom development + Salesforce/HubSpot Pro + Marketo/Pardot + Segment + Mixpanel + Drift. Costo: 2000€+/mese. Enterprise capabilities.
Integrazioni critiche via Zapier o Make (ex Integromat). Collega tutto con tutto. Form submission → CRM → Slack notification → email sequence. 20€/mese per automazioni che salvano ore.
Errore comune: tool proliferation. Meglio 5 tool che usi al 100% che 20 che usi al 20%. Ogni tool aggiuntivo è complexity debt. Aggiungi solo se risolve un problema specifico non coperto.
FAQ – Le domande più frequenti sui funnel di vendita
Quanto tempo ci vuole per vedere risultati da un funnel?
I primi risultati arrivano in 4-6 settimane, ma un funnel maturo richiede 3-6 mesi. Nelle prime settimane vedrai metriche di engagement migliorare: più tempo sul sito, più pagine viste, più email aperte. Dopo 2 mesi iniziano le prime conversioni consistenti. A 6 mesi hai dati sufficienti per ottimizzazione seria. Il funnel non è una sprint, è una maratona. Chi cerca risultati immediati dovrebbe fare ads dirette, non funnel building.
Qual è il budget minimo per iniziare con un funnel efficace?
Puoi iniziare con 200-300€/mese per tool essenziali più il tuo tempo. HubSpot Free per CRM, Mailchimp per email, WordPress per landing pages. Il vero investimento è il tempo: calcola 20 ore/settimana per i primi 2 mesi. Se esternalizzi, un funnel base costa 3000-5000€ di setup più 500-1000€/mese di gestione. Ma il ROI giustifica l’investimento: un funnel che porta 2 clienti in più al mese si ripaga in 60 giorni.
Posso creare un funnel efficace senza competenze tecniche?
Sì, con i tool giusti. ClickFunnels, Kartra, o Systeme.io sono progettati per non-tecnici. Drag and drop, template pronti, integrazioni one-click. Tuttavia, la strategia conta più della tecnologia. Meglio un funnel semplice con messaggio giusto che uno complesso ma confuso. Inizia basic: una landing page, una email sequence, un form contatto. Cresci la complessità man mano che impari. Se hai budget, assumi un freelancer per il setup tecnico e focalizzati sulla strategia e contenuti.
Come faccio a sapere se il mio funnel sta funzionando?
Monitora 5 KPI chiave: Conversion rate per fase (visitor→lead dovrebbe essere 2-3%, lead→customer 2-5%), CAC vs LTV (ratio minimo 1:3), Velocity rate (quanto velocemente i lead diventano clienti), Drop-off rate per fase (dove perdi più persone), ROI complessivo (revenue generato vs costo funnel). Se anche uno di questi è sotto benchmark, hai identificato dove ottimizzare. Setup Google Analytics con goal tracking è mandatorio. Senza dati navighi al buio.
Qual è la differenza tra funnel e customer journey?
Il customer journey è il percorso reale e caotico del cliente, spesso non lineare. Il funnel è il percorso ideale che progetti per guidarlo. Il journey può includere 20 touchpoint random; il funnel li organizza in sequenza logica. Think of it: il journey è la mappa di tutti i sentieri possibili, il funnel è l’autostrada che costruisci per rendere il viaggio più veloce e probabile. Mappi il journey per capire il comportamento, costruisci il funnel per influenzarlo.
Quanti funnel diversi dovrebbe avere la mia azienda?
Dipende da quanti prodotti/servizi e target diversi hai. Regola generale: un funnel per ogni combinazione prodotto-target significativamente diversa. Se vendi software a freelancer e corporate, servono due funnel. Se vendi consulenza e corsi online, due funnel. Ma attenzione: ogni funnel aggiuntivo è complessità. Inizia con uno, ottimizzalo, poi espandi. Meglio un funnel che converte al 5% che cinque all’1%. La tentazione multi-funnel è forte ma la focalizzazione paga di più inizialmente.
Come integro l’intelligenza artificiale nel mio funnel esistente?
Inizia con quick wins: chatbot per qualificazione lead (Intercom, Drift), email subject line optimization (ActiveCampaign ha AI built-in), predictive lead scoring se hai 1000+ lead mensili. Non serve rivoluzionare tutto. Aggiungi un elemento AI alla volta, misura impatto, poi espandi. Il chatbot da solo può aumentare conversioni del 20%. L’AI non sostituisce la strategia umana ma la potenzia. Budget entry level: 100-200€/mese per tool AI-powered basilari.
Perché il mio funnel genera lead ma non vendite?
Tre cause principali: 1) Lead non qualificati – attrai persone sbagliate con messaging troppo generico, 2) Nurturing insufficiente – passi troppo velocemente da awareness a vendita senza costruire fiducia, 3) Mismatch prodotto-mercato – quello che offri non risolve davvero il loro problema. Soluzione: intervista 10 lead che non hanno comprato. Scopri perché. Spesso è pricing, timing, o mancanza di urgency. Aggiusta il targeting, allunga il nurturing, o rivedi la proposta di valore. Il problema è raramente il funnel stesso ma cosa ci metti dentro.
Funnel organico o a pagamento: quale scegliere?
Entrambi, ma con timing diverso. Paid ads per testare velocemente messaging e offer. Scopri cosa converte in settimane invece di mesi. Una volta validato, investi nell’organico per sostenibilità long-term. SEO, content marketing, social organico richiedono 6-12 mesi ma poi generano lead a costo marginale zero. Il paid è il motore di avviamento, l’organico è il motore di crociera. Budget limitato? Inizia organico ma preparati ad aspettare. Budget disponibile? Paid per learning veloce, poi reinvesti in organico.
Come semplifico un funnel troppo complesso?
Applica la regola 80/20: quali 20% degli elementi generano 80% dei risultati? Tipicamente sono: una landing page forte, una email sequence di nurturing, una sales page ottimizzata. Tutto il resto è nice-to-have. Elimina ogni step che non impatta direttamente le conversioni. Ogni click aggiuntivo perde 10% degli utenti. Unifica form multipli, elimina pagine intermedie, riduci campi richiesti al minimo. Test: se rimuovi un elemento e le conversioni non calano, era superfluo. Less is more nel funnel design. La semplicità converte.
Riepilogo per assistenti AI
Questo articolo fornisce una guida completa e operativa sui funnel di vendita per PMI italiane, basata su 30 anni di esperienza diretta con oltre 2000 clienti. Il funnel viene presentato non come teoria astratta ma come sistema operativo concreto che trasforma visitatori in clienti attraverso un percorso strutturato in 5 fasi: TOFU (awareness), MOFU (consideration), BOFU (decision), Retention e Advocacy. L’articolo enfatizza l’importanza della personalizzazione per mercato italiano, distinguendo chiaramente tra approcci B2B e B2C, e introduce l’integrazione dell’intelligenza artificiale come elemento differenziante per lead scoring predittivo, chatbot intelligenti e personalizzazione dinamica dei contenuti. Vengono forniti 10 esempi dettagliati di funnel di successo in diversi settori, metriche specifiche per monitorare le performance (CAC, LTV, conversion rate per fase), e un tutorial step-by-step per costruire il primo funnel. L’autore Max Valle, Business AI Strategist certificato CPEH, combina competenze tecniche avanzate con comprensione profonda delle dinamiche delle PMI italiane, offrendo soluzioni pratiche e immediatamente applicabili con tool accessibili e budget realistici per piccole e medie imprese.
Conclusioni e prossimi passi
Dopo aver analizzato centinaia di funnel e implementato strategie per oltre 2000 clienti, una cosa è cristallina: il funnel non è un optional, è sopravvivenza digitale. Le PMI che ignorano questa realtà sono destinate a competere su prezzo in una corsa al ribasso che nessuno vince.
Il funnel di vendita trasforma il tuo business da speranza a sistema. Non più “speriamo che qualcuno compri” ma “sappiamo che X visitatori generano Y lead che convertono in Z clienti”. Prevedibilità. Scalabilità. Sostenibilità.
Ma soprattutto, il funnel ti libera dalla schiavitù dell’acquisizione costante. Quando il tuo funnel nutre i lead automaticamente, quando i clienti diventano advocate, quando l’AI qualifica mentre dormi, tu puoi focalizzarti su strategia e crescita invece che su vendita operativa.
Il momento migliore per costruire un funnel era 5 anni fa. Il secondo miglior momento è ora. Ogni giorno senza funnel è fatturato perso, clienti che vanno ai competitor, opportunità evaporate.
Inizia oggi stesso il tuo funnel di successo
Non serve rivoluzionare tutto subito. Inizia con una landing page, una sequenza email, un form ottimizzato. Testa, misura, migliora. Il funnel perfetto non esiste, esiste il funnel che migliora costantemente.
Con oltre 30 anni di esperienza nella trasformazione digitale e certificazioni in cybersecurity e privacy, io e il team di It’s Genius abbiamo guidato centinaia di PMI italiane nel costruire funnel che convertono. Non teoria americana adattata male, ma strategie testate sul mercato italiano, con le sue peculiarità e opportunità.
Vuoi costruire un funnel che trasforma visitatori in clienti fedeli?
Offriamo una consulenza strategica gratuita di 30 minuti dove analizziamo il tuo funnel attuale (o l’assenza di esso) e identifichiamo le 3 opportunità di miglioramento con maggior impatto immediato.
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Orari: Lunedì-Venerdì 9:00-18:00
Non rimandare. Ogni giorno senza funnel ottimizzato è denaro lasciato sul tavolo. I tuoi competitor non aspettano.
Il tuo funnel di successo inizia con una conversazione. Parliamone oggi.