Oggi secondo giorno di studio sull’ #InboundStrategies.

Pur non occupandomi di SEO, amo studiare, comprendere e capire.

Per farlo scelgo di frequentare i corsi dei professionisti del settore, in modo da poter avere le migliori informazioni, aggiornate ed immediatamente fruibili.

All’ InBoundStrategies 2017 organizzato da Ivano Di Biasi, riferimento assoluto in Italia e creatore della piattaforma SeoZoom e presentato da Salvatore Russo, si sono susseguiti speech dei migliori esperti in ambito Seo.

Gran parte degli argomenti li conoscevo ed altri più recenti no.

Ho però avuto totale conferma su alcuni pensieri che da anni comunico ai miei clienti e che vorrei condividere con voi in questo post:

– l’indicizzazione di un sito internet è una cosa complessa e deve essere effettuata da professionisti del settore. Sono molteplici le variabili da conoscere e le attività da svolgere con estreme costanza ( per non dire TUTTI i giorni ) per far si che un sito abbia visibilità su Google e produca reddito.

– fuggite a gambe levate da chi vi promette di “essere primi su Google” in breve termine con un pacchetto. Queste attività sono fortemente penalizzate da Google e potrebbero mettere a forte rischio la vostra attività on line in caso di blacklisting da parte di Google.

– alla base di una corretta strategia di indicizzazione ci sono questi fattori tecnici :

1 ) raggiungibilità del Dominio
2 ) raggiungibilità dei Dns
3 ) efficienza e velocità del proprio hosting
4 ) sito internet tecnicamente ineccepibile e senza errori

Questi sono i punti che comunico sempre a tutti i miei clienti e su cui ho scritto diversi articoli.

Un hosting professionale, con un percentuale alta di uptime ( percentuale di servizio su base annua ) che sia performante ( ovvero abbia dei server con adeguata potenza ed un basso rapporto utenti/risorse macchina ) e con una struttura Dns ( Domain Name Server ) efficiente aiuta molto in ambito SEO.

Pubblicare un sito senza errori tecnici o con template ottimizzati per la Seo è un altro fattore importante.

Un errore comune e grossolano è pensare che, per essere nel web, basti installare, ad esempio, un WordPress con un template gratuito che piaccia, con plugin gratuiti installati a caso e caricando immagini non ottimizzate e senza contenuti di valore.

Sarebbe come aprire il proprio negozio, in periferia di una piccola città, in una strada secondaria a fondo chiuso senza passaggio pedonale.
In pratica destinato ad un sicuro insuccesso.

I principali errori, se si usano CMS come WordPress, che si commettono sono:

1 ) Errata scelta dell’ hosting
2 ) Errata configurazione dei record DNS
3 ) Errata scelta del template
4 ) Errata scelta dei plugin
5 ) Mancata ottimizzazione del codice
6 ) Mancata ottimizzazione dei contenuti
7 ) Mancata ottimizzazione delle immagini o dei video

Prendo una citazione ascoltata nel corso.

“Google non ha tempo da perdere con le inefficienze del vostro hosting o del vostro sito”.

Il SEO è morto !  In verità questa frase l’ avevo letta in un libro di Valerio Fioretti anni fa. Con essa sono completamente d’ accordo.
Oggi non parliamo più di SEO ma di vere e proprie tecniche di analisi di mercato, studio di numeri e creazioni di strategie complesse di indicizzazioni che nulla hanno a che fare con il vecchio concetto di Search Engine Optimization, acronimo di SEO, che si limitava ad alcune semplici tecniche per favorire l’ avanzamento del proprio sito nella serp ( Search Engine Results Page significa “pagina dei risultati del motore di ricerca” ).

Produrre contenuti di valore è fondamentale.
Questa è un affermazione molto semplice da capire.
Partiamo da un assunto semplice. Google ha l’ interesse primario di dare risposta ad ogni domanda posta sul proprio motore e di visualizzare sempre i contenuti con maggior valore rispetto alla ricerca posta dall’ utente. Questo è il suo business e da questo ottiene ingenti ricavi.
Quindi è certo che prediligerà siti, ben fatti tecnicamente, veloci, che danno contenuto di qualità che possa essere fornito al cliente che lo richiede.

– il link building ( l’ incrementare il numero di link in ingresso verso il proprio sito ) è ancora un parametro forte per ottenere una buona indicizzazione per il proprio sito web.
Ricordo, oltre 15 anni fa, quando appresi i primi rudimenti di indicizzazione. Due erano i fattori considerati da Google. La densità e la rilevanza delle keyword in una pagina
ed il Page Rank che si otteneva con una corretta strategia di link building. Il costruire relazioni tra il propio sito internet ed altri di ugual o maggior valore è ancora una tecnica che ha un forte impatto sull’ indicizzazione per Google.

– l’ HTTPS dal 7 Febbraio scorso è divenuto un parametro fondamentale per una corretta indicizzazione.
Quindi se il vostro sito è ancora sprovvisto di un certificato SSL è il momento di provvedere con sollecitudine.
Per i miei clienti ho lasciato ancora attive le promozioni sull’ acquisto ed installazione del certificato SSL su questa pagina

Spero di avervi fornito un’ infarinatura di informazioni utili a comprendere qualcosa in più in merito all’ indicizzazione di un sito web ed alla discriminante tra un buon servizio di indicizzazione e le migliaia di offerte pacchettizzate a basso costo che sono totalmente dannose.

Io torno a studiare 🙂 …